Seta, si apre la partita per il dopo Odorici
Il rinnovo del cda entra nella fase cruciale mentre i sindacati proclamano lo stato di agitazione. Reggio spinge per Badalotti
REGGIO EMILIA. Oggi sarà la volta del rinnovo delle cariche in Tper, dove dovrebbe esserci la riconferma della bolognese Giuseppina Gualtieri nel ruolo di presidente. Entro fine mese invece sarà la volta di Seta, il cui cda è scaduto il 30 giugno. Un rinnovo che metterà fine all’era di Pietro Odorici, con decisioni che verranno prese proprio nel mezzo di uno stato di agitazione proclamato dalle segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e UglA. Un giro di nomine che si intrecciano in questa calda estate del trasporto pubblico locale, dando il via ad una partita a scacchi che vede in campo tutti i Comuni emiliano-romagnoli soci, con Reggio Emilia che preme per ottenere in Seta il ruolo di amministratore delegato. La carica è ora nelle mani dello stesso presidente Odorici, dopo l’uscita nel 2014 dell’ex ad Filippo Allegra.
Proprio Odorici è però fuori dai giochi. E per il suo successore nel ruolo di presidente, espressione del Comune di Modena, sono state già messe in campo tre candidature: Vanni Bulgarelli, 63 anni, ora nel consiglio direttivo dell’Ibc dell’Emilia-Romagna; Maurizio Malagoli, 70 anni, amministratore unico di una società di consulenza; Claudio Gorrieri, 61 anni, dal 2004 project manager per la metrotranvia di Modena. Quest’ultimo sarebbe in pole per la nomina, aprendo la strada alla scelta reggiana del ruolo chiave di ad, dove si punta su Roberto Badalotti, attuale amministratore di Til. Una partita tuttavia ancora apertissima, dove Bologna potrebbe avere un peso determinante per la decisione finale. L’ex amministratore delegato di Seta, Filippo Allegra, era espressione degli ex soci francesi Ratp, usciti nel 2014 dall’azienda di trasporto pubblico reggiana e le cui quote sono state rilevate da Tper, diventata azionista di riferimento. Il peso di Bologna in Tper è decisamente superiore a quello di Reggio, dal momento che nella sua compagine ci sono partecipazioni della Regione pari al 46,13%, del Comune di Bologna pari al 30,11% e della Provincia di Bologna (18,79%). Quanto a Reggio, l’Act si ferma allo 3,06%, con le Province di Mantova, Modena, Parma, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini che invece detengono ciascuna lo 0,4% delle partecipazioni. L’ipotesi Badalotti era emersa nella scorsa legislatura regionale, gradita all’ex assessore ai Trasporti, Alfredo Peri. Uno scenario ora profondamente cambiato sotto le due torri. E se sul tavolo per ora non ci sono nomi alternativi, manca tuttavia il via libera ufficiale dell’attuale assessore regionale, Raffaele Donini. Di qui la necessità per Reggio di un accordo con Bologna. Quanto al consigliere delegato reggiano, si parla di una riconferma per Daniele Caminati.
Ma la nuova fase nella gestione di Seta si apre sotto il segno della contestazione dei sindacati, che accusano l’azienda di mancati controlli sul versante della sicurezza e dell’organizzazione del lavoro. Bilancio 2014 e aggiornamento del piano industriale, sicurezza e manutenzione dei mezzi, finanziamento regionale. E poi premio di risultato, assunzioni e trasformazione dei contratti. Sono gli argomenti sui quali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e UglA reclamano maggior voce in capitolo. «Seta rifiuta il confronto strumentalizzando il rinnovo dei vertici aziendali e del cda, scaduti il 30 giugno – attaccano dai sindacati – Tutto questo è ancor più grave se consideriamo gli innumerevoli incidenti ai bus con il conseguente aumento dei disservizi che i cittadini sono costretti a subire quotidianamente. Non accettiamo questo tipo di comportamento. Utilizzeremo tutti gli strumenti per vincolare Seta al rispetto dei protocolli e per l'avvio di un confronto che permetta risposte a lavoratori e cittadini».
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