«Temiamo per l’incolumità della ragazza»
Campegine, il suo avvocato apprezza i domiciliari col braccialetto elettronico. L’accusato resta in cella
CAMPEGINE. «Abbiamo fiducia nell’operato della magistratura – afferma l’avvocato Claudio Vincetti, legale della ragazza 21enne il cui ex fidanzato 27enne è indagato per stalking –. Siamo soddisfatti della decisione di applicare la misura restrittiva degli arresti domiciliari e l’uso del braccialetto elettronico».
Il gip Antonella Pini Bentivoglio ha scarcerato il giovane, artigiano edile, applicando gli arresti domiciliari, ma costringendolo contemporaneamente all'uso del braccialetto elettronico. Su questo strumento di controllo al momento la misura cautelare è arenata, in quanto in Italia ci sono circa duemila braccialetti elettronici a disposizione degli inquirenti ma, al momento, non ce n'è nemmeno uno "libero". Finché non ne sarà disponibile uno, l'indagato rimarrà in cella.
Nel frattempo, il legale della ragazza apprezza la decisione del gip. «La decisione di aggiungere il braccialetto elettronico alla misura degli arresti domiciliari sposa in pieno quanto da noi sostenuto, e cioè che temiamo per l’incolumità della ragazza, pertanto è necessario tenere a distanza l’ex fidanzato. E’ stata compresa la gravità della situazione, per questo abbiamo fiducia nell’operato della magistratura. La momentanea mancanza del braccialetto elettronico è un aspetto tecnico che, in quanto tale, non ci riguarda».
La vicenda ha per protagonisti due giovani di Campegine. L’artigiano edile è in carcere da una decina di giorni. «Una cosa – rimarca il suo avvocato, Carmine Migale – che lo sta provando tantissimo, visto che è incensurato e a 27 anni si trova ad affrontare una prova così dura». Il gip ha ritenuto non abbastanza credibile il racconto dell'artigiano, prospettando nuove indagini di verifica soprattutto su quanto avvenuto il 23 giugno davanti al bar della polisportiva. (m.g.)
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