Gazzetta di Reggio

Reggio

«Caso Cemental, non trovo i testimoni»

di Andrea Vaccari

Correggio, la moglie di una delle vittime dell’amianto si appella ai cittadini: «Non abbiate paura»

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CORREGGIO. «I cittadini non devono avere paura di testimoniare, ma raccontare quello che hanno visto per rendere giustizia a chi non c'è più e a chi si è ammalato a causa dell'amianto». E’ l'appello di Lea Giberti, moglie del 75enne Gastone Cipolli, morto quasi 2 anni dopo un calvario causato da un mesotelioma contratto alla Cemental (dove lavorò dal 1956 al 1960 con l'incarico di addetto alla miscelazione), diagnosticato nel 2011. La donna – la cui famiglia è rappresentata dall'avvocato Ernesto D'Andrea, così come decine di altre persone che si vogliono rivalere sull'azienda correggese chiusa nel 1989 – racconta le difficoltà che in questi mesi ha incontrato nel trovare testimoni. «L'avvocato dispone già di diversi elementi, ma mi ha meravigliato la grande difficoltà nel trovare persone non condizionate dalla paura. Siamo alla ricerca di testimoni che possano dire di aver visto i camion della Cemental scaricare amianto, ma nessuno si fa avanti. Eppure era una cosa nota, tutti in paese lo sapevano. Ma la gente ha paura di andare a testimoniare e di esporsi. Questo mi amareggia molto». Lea Giberti e il marito si trasferirono in provincia di Bologna circa 40 anni fa, ma entrambi hanno vissuto a Correggio, dove sono le loro radici. Cipolli, inoltre, era stato anche assessore allo Sport negli anni Sessanta. «Quel che mi dispiace – prosegue la donna – è che amici di mio marito, alla mia richiesta di testimoniare, hanno mostrato freddezza o hanno fatto finta di niente. Anzi, quando torno in paese c'è persino chi fatica a salutarmi. Vorrei che capissero che la mia non è una battaglia personale. La malattia ha colpito numerose persone: potrei disinteressarmi di ciò che avviene a Correggio, ma voglio che si rendano conto dell'importanza della posta in gioco. Purtroppo i dati sui mesoteliomi non sono incoraggianti».

Lea Giberti fa parte dell'associazione "Esposti amianto Correggio" e si mette a disposizione di chi, eventualmente, ha qualcosa da raccontare. "Chi volesse può trovarmi al 348-0376737. C'è un gran bisogno di trovare testimoni per dare più rilevanza al materiale trovato sinora, e completare un quadro già ben delineato ma che potrebbe essere ancora più chiaro se ci fossero racconti diretti. Purtroppo io ho già perso mio marito, ma è giusto lottare per quelli che verranno: mi vengono i brividi a pensare che in giro per il paese potrebbero ancora esserci tracce dei rifiuti dell'azienda».

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