«Ero a prendere le sigarette...»
Ancora guai per un 28enne ai domiciliari per spaccio di eroina
REGGIO EMILIA. L’albanese 28enne Elois Gjoka ancora una volta al centro di una situazione paradossale, il che significa guai giudiziari sicuri.
In aprile era stato il padre a chiamare i carabinieri perché aveva scoperto in camera da letto il figlio intento a fumare eroina. Nell’auto del giovane i militari avevano poi trovato oltre due etti di eroina, da qui l’arresto e il successivo patteggiamento (2 anni e 8 mesi di reclusione) che Gjoka deve scontare agli arresti domiciliari, ma con la possibilità di uscire per seguire il progetto di recupero al Sert per uscire davvero dal tunnel della tossicodipendenza. Ma dopo oltre due mesi in cui tutti è filato liscio, ecco che venerdì sera il 28enne non è rientrato a casa negli orari prefissati e quando i carabinieri (una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile) hanno effettuato il controllo di routine hanno scoperto quest’assenza illecita dall’abitazione. A quel punto il padre l’ha rintracciato al telefonino e, una volta rientrato a casa, il giovane è stato arrestato per evasione.
Successivamente davanti al giudice Luca Ramponi, l’indagato – assistito dall’avvocatessa Annalisa Bassi – ha motivato quanto accaduto in un disarmante: «Sono andato a comprare le sigarette». Per lui il pm Maria Rita Pantani ha chiesto la misura cautelare in carcere, mentre l’avvocatessa Bassi ha richiesto gli arresti domiciliari affinché il 28enne non interrompa le terapie antidroga. Il giudice Ramponi ha ritenuto di rimettere nuovamente Gjoaka agli arresti domiciliari, ma senza la possibilità di uscire, disponendo però una rapida udienza (fissata per giovedì) in cui sarà chiuso il procedimento per evasione. Quel giorno sarà deciso anche il destino del giovane che rischia di tornare nuovamente in cella per espiare la pena che si andrà ad accumulare a quanto già patteggiato.
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