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Evade dai domiciliari e va a farsi un tuffo

Evade dai domiciliari e va a farsi un tuffo

Castellarano, un 51enne condannato per bancarotta sorpreso in piscina a Sassuolo: torna in carcere

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CASTELLARANO. Una fuga in piscina contro il caldo. Ma una fuga letterale, visto che il protagonista si trova agli arresti domiciliari e non può uscire dalla propria casa per motivi che non siano autorizzati dal tribunale. È tornato in carcere un 51enne di Castellarano, condannato alcuni mesi fa per bancarotta fraudolenta dal tribunale di Modena, al termine di una vicenda complicata chiusa con la fine di un’attività imprenditoriale in territorio modenese e il sospetto – confermato dalla sentenza – di manovre poco chiare sulla cessazione dell’azienda.

L’uomo, al termine del processo, è finito agli arresti domiciliari nella propria abitazione a Castellarano.

A dire il vero, l’imprenditore godeva di permessi giornalieri. ma solo per recarsi al lavoro, mentre nel resto del tempo deve restare in casa.

Sabato scorso, però, si è concesso un’eccezione, decidendo di andare in piscina a Sassuolo. Forse il grande caldo, forse la noia o la voglia di compagnia, fatto sta che il 51enne al mattino ha fatto la sua borsa ed è andato in una struttura estiva sassolese, a pochi chilometri da casa.

Peccato per lui che i carabinieri della stazione del suo paese abbiano deciso di verificare se stesse rispettando gli arresti domiciliari. Non trovandolo nel luogo designato, hanno fatto qualche domanda scoprendo rapidamente che l’uomo se ne era semplicemente andato a prendere il sole a Sassuolo, come se il vincolo giudiziario non esistesse. I militari lo hanno raggiunto per notificargli il reato e portarlo in caserma a Castellarano, per la contestazione ufficiale.

Il tutto con manovre abbastanza discrete, per evitare di creare imbarazzo nella piscina che – in questo periodo di caldo così intenso – era ovviamente affollata da centinaia di persone. Oltre alla nuova denuncia, per il “fuggitivo” è arrivato anche l’arresto e la nuova detenzione.

È stato “sorpreso” in flagranza di reato dagli ufficiali incaricati della sua sorveglianza, e per questo reato la flagranza comporta in automatico anche l’arresto. Dopo una breve tappa a casa per prendere qualche abito, quindi, il 51enne è stato portato in carcere a Modena, dove ora è rinchiuso a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il processo che ha portato alla sua condanna è stato officiato nel tribunale modenese e quindi le competenze su tutto il prosieguo del percorso penale, condanna inclusa, spetta sempre ai magistrati modenesi. (adr.ar.)

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