Ragazzino morì in piscina i due bagnini si difendono
Scandiano: l’audizione in tribunale. Incerti: «Vidi di colpo quel corpo sott’acqua» Mattioli: «Ero in giro come ogni ora per i controlli alle vasche voluti dall’azienda»
SCANDIANO. Ieri in tribunale a Reggio, nel contesto del processo per la morte – il 23 maggio 2009 – del marocchino 15enne Yassine Hamdi che annegò in piscina a Scandiano, è stata la volta della testimonianza dei due bagnini che sono sul banco degli accusati.
Si sono entrambi difesi, ma non sono mancati i “passaggi” drammatici perché la vicenda è stata di quelle che “segnano” chi lavora in quell’ambito. E’ stato sentito per primo il 32enne Alessandro Incerti che, rispetto ad allora, non fa più il bagnino ma l’elettricista: «Quel pomeriggio stavo controllando, in piedi, la vasca degli adulti che era piena di gente – entra subito nel merito – e stavo seguendo una bambiva che correva sul bordo-vasca quando, all’improvviso, ho visto il corpo sott’acqua. Nessuno chiedeva aiuto o si era accorto di quel corpo. In fretta mi sono sincerato che non fosse un gioco e un ragazzo che era lì vicino mi ha detto che non sapeva da quanto fosse lì sotto. Allora mi sono tuffato, ho raggiunto il ragazzino, l’ho appoggiato sul fianco per portarlo a bordo-vasca, poi sempre da solo l’ho sdraiato sul pavimento per accertarmi del suo stato: battito cardiaco e respirazione. Ad aiutarmi è arrivato subito Mattioli, io ho fatto il massaggio cardiaco, in fretta è giunto anche al 118 chiamato dalla reception della piscina. Al momento del tragico avvistamento ero solo, perché come ogni ora veniva fatto il giro e il mio collega si era spostato». Il giro per controllare le vasche (quattro quelle esterne) lo stava facendo Loris Mattioli, responsabile di vasca in quanto con una lunga esperienza come bagnino professionale, lavoro che prosegue a fare tutt’oggi. «Passando dalla vasca degli adulti – spiega il 40enne ora a processo per quel 15enne annegato – non vidi nulla e da pochi minuti stavo spiegando a due bagnine i punti più pericolosi della vasca denominata “laguna” quando sono stato chiamato e sono corso in aiuto di Incerti. Il giro ogni ora era previsto dalla società e non ho fatto altro che seguire le indicazioni dell’azienda. Viene fatto per evitare disattenzioni ed è in vigore tuttora. Per quanto accaduto i dirigenti della piscina non mi hanno mai contestato nulla, del resto avevo svolto il mio lavoro correttamente, secondo le direttive impartite». In aula è emerso che erano due le società facenti capo alla piscina: “Azzurra” e “Sportiva”. Si tornerà in udienza fra due mesi.(t.s.)
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