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Angurie, sempre più furti Chiesto l’aiuto del prefetto

di Vittorio Ariosi
Angurie, sempre più furti Chiesto l’aiuto del prefetto

Novellara, il produttore Bartoli: «Da me quest’anno sono già venuti sei volte Hanno portato via 50 quintali di cocomeri e fatto danni. E noi rischiamo le botte»

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NOVELLARA. L'azienda del presidente dell’Apar (Associazione produttori angurie reggiana) Ivan Bartoli, in Villa Valle a Novellara, con i campi adiacenti alla strada, è fra quelle più colpite dal “ladrocinio campestre” delle angurie. Che negli ultimi due anni ha visto una forte recrudescenza e che ora ha spinto la Coldiretti a chiedere aiuto al prefetto Raffaele Ruberto, affinché si possa incrementare la vigilanza del territorio.

I furti di angurie ci sono sempre stati, ma negli anni scorsi erano in genere casi isolati, che riguardavano una singola o poche angurie, rubate per mangiarle; cosa che non costituiva un problema per i produttori. Ora però, a cominciare dall’anno scorso e ancor più quest’anno, è diventato un problema serio. Bartoli denuncia che nelle campagne della Bassa agiscono almeno tre bande di ladri di angurie, formate in prevalenza da persone della zona.

La tecnica è più o meno sempre la stessa: arrivano su un automezzo, a qualsiasi ora; in 3-4 scendono e cominciano a staccare le angurie dalle piante; poco dopo caricano velocemente la refurtiva e fuggono. «Da me quest'anno sono venuti sei volte – precisa Bartoli – Venerdì sera un mio dipendente ne ha intercetti alcuni, poco prima di mezzanotte, che sono scappati abbandonando 52 angurie già staccate; probabilmente gli stessi si sono poi rifatti poche ore dopo rubando le angurie nel casotto sulla strada per Reggiolo, distante un paio di chilometri. Nelle altre 5 volte mi hanno portato via almeno 50 quintali di prodotto. Il danno non è solo costituito dal valore di quanto rubato, ma anche dai danneggiamenti alle piante, con un raddoppio del danno per mancata produzione».

Per contrastare il fenomeno, finora ognuno ha agito individualmente. Qualcuno va in giro di notte per i campi con la torcia elettrica, ma non si può fare tutta la notte e tutte le notti. Anche perché la cosa non è priva di pericoli. E’ già successo che, prima di fuggire, i malviventi hanno aggredito chi li ha scoperti. «Abbiamo più volte chiamato i carabinieri; abbiamo sporto denunce fornendo il numero di targa dei mezzi dei ladri, risultate poi contraffatte. Qualcuno ha cominciato ad assoldare dei vigilanti – spiega Bartoli – ma è tempo ormai di trovare una soluzione condivisa al problema. Per questo ho convocato a breve una riunione dei produttori per affrontare insieme la questione, che a questo punto ci preoccupa seriamente».

E’ evidente che i ladri sanno come e dove vendere la refurtiva, ricavandone un buon guadagno. La certificazione europea ha contribuito non poco a valorizzare ulteriormente sul mercato le angurie reggiane.

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