Dopo gli scioperi nuove trattative all’azienda Caprari
Al centro dello scontro il doppio regime sui licenziamenti introdotto dal Job Act: domani nuova riunione tra le parti
RUBIERA. Riprendono le trattative per il rinnovo del contratto della Caprari, l'azienda metalmeccanica (realizza pompe idrauliche) modenese con un ampio stabilimento e 50 dipendenti anche a Rubiera. Da settimane è in ballo un'asprissima discussione fra i lavoratori e la proprietà, sul delicatissimo nodo del rinnovo del contratto collettivo al seguito dell'introduzione del Jobs Act. Ne è nata una dura vertenza che vede opposte le maestranze e i sindacati di categoria presenti alla Caprari ai vertici della ditta, su una sorta di caso scuola: nella piattaforma per il rinnovo dell’integrativo, Fiom, Uilm e Rsu interna domandano l'eliminazione del doppio regime introdotto dal Jobs Act voluto dal governo Renzi sui licenziamenti. La nuova legge prevede che, in caso di licenziamento senza giusta causa con sentenza del giudice, non sia più previsto il reintegro, ma una sorta di buonuscita economica secca, destinata ad esaurirsi. Il provvedimento è valido per le persone assunte dopo il 7 marzo 2015. Il Job Act è stato contestato dalla Fiom, in primis, a livello nazionale, e ora arrivano diverse cause concrete negli stabilimenti dove l'atto diventa realtà. Fra questi la Caprari, segnata a giugno da tante giornate di sciopero e proteste anche nella sede reggiana a Rubiera.
Venerdì scorso è stato convocato un incontro in prefettura a Modena. Vi hanno preso parte i rappresentanti reggiani e modenesi di Fiom Cgil e Uilm Uil di Modena-Reggio Emilia e quelli della Caprari. Dopo una mattinata di discussione, si è deciso di programmare nuove riunioni per tentare di riprendere la trattativa e conciliare le, forti, distanze sui temi del contendere. A ora ne sono state calendarizzate due, entrambe ospitate dalla sede di Confindustria Modena.
La prima si terrà domani, giovedì 16 luglio, mentre la seconda è in programma per lunedì 27 luglio. Una scelta che sembra aver calmato almeno momentaneamente le acque, tanto che anche i sindacati si sono detti «soddisfatti della ripresa della trattativa e auspicano che si possano trovare soluzioni su tutti i punti oggetto della piattaforma».
La partita non è ovviamente conclusa, il tema è estremamente delicato anche perché potrebbe rappresentare un precedente a cui sia le proprietà sia le rappresentanze sindacali potrebbero appellarsi anche in future vertenze sempre incentrate sui provvedimenti del Job Act, in primis la possibilità di licenziare senza giusta causa “in cambio” di un ristoro economico. Per questo, anche i sindacati reggiani si sono uniti alla trattativa, e anche Confindustria sta seguendo la discussione non solo come singola questione modenese e reggiana, ma come evento che avrà potenzialmente ripercussioni ben più ampie.
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