Open.Co chiede il concordato preventivo
Il salvataggio della cooperativa appare sempre più difficile, il sindacato ha già proclamato quattro ore di sciopero
SAN MARTINO IN RIO. La Open.Co, nata un anno fa dalla fusione tra la Cormo e la modenese Coop Legno, ha deciso di procedere alla richiesta di concordato preventivo. Una decisione che arriva dopo lunghe e sofferte trattative per cercare di garantire la continuità occupazionale ai 280 lavoratori della ex Cormo, di cui 60 sono in cassa integrazione. Un numero che supera i 500 se si sommano gli addetti della ferrarese Lavoranti Legno, che da un mese ha fatto richiesta di concordato (già nominato il curatore fallimentare) e della Coop Legno, con cui si voleva avviare un processo di riorganizzazione che però non ha funzionato. «La decisione si è resa necessaria a causa del continuo peggioramento della situazione finanziaria che non consentiva più il regolare svolgimento dell’attività aziendale” si legge nel comunicato di Open.Co. rivolto a soci e lavoratori. Open. Co manifesta poi la volontà di presentare un piano e auspica che «il movimento cooperativo e le sue strutture finanziarie mantengano l’impegno assunto di supportare e finanziare il progetto di aggregazione tra noi e la Lavoranti. Crediamo sia fondamentale mantenere un nucleo di presenza nelle tre sedi provinciali».
Ieri si è svolto l’incontro richiesto da Fillea Cgil Emilia Romagna, tra Legacoop Er, Open.Co e Lavoranti in Legno, le Rsu e le delegazioni Fillea Cgil provinciali. Il sindacato comunica che entro il 20 luglio si terranno 4 ore di sciopero nei tre stabilimenti: le modalità della mobilitazione verranno decise oggi durante le assemblee sindacali.
Intanto, la consigliera regionale Pd Roberta Mori ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla giunta regionale «quali strumenti intenda mettere in campo» per affrontare questa crisi. Nella sua risposta l’assessore alle Attività produttive Palma Costi ha detto che la situazione della Open.Co è nota alla giunta regionale, nonostante non siano ancora stati aperti canali ufficiali di trattativa: «Siamo consapevoli delle gravi difficoltà che sta attraversando il settore edilizia e costruzioni – ha detto Palma Costi – tanto da aver siglato in data 2 aprile 2015 un accordo quadro per il sostegno e il rilancio del settore cooperativo, così come l’istituzione di un tavolo generale con tutte le parti sociali che prevede interventi e forme di sostegno che potranno essere utilizzate anche nel caso della Open.Co».
In conclusione l’assessore ha ribadito che la vicenda della Open.Co «non solo sarà seguita con attenzione», ma saranno messe in campo «tutte le azioni possibili per tutelare l’occupazione». Anche la deputata Antonella Incerti, componente della commissione lavoro segue con grande preoccupazione le vicende della Open.Co. «Auspico che un tavolo di crisi regionale si attivi al più presto per trovare qualche soluzione che possa salvaguardare i posti di lavoro – chiosa Incerti – e mi auguro che venga preservata la continuità occupazionale per i lavoratori».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
