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Seta, Tutino a muso duro contro Muzzarelli

di Evaristo Sparvieri
Seta, Tutino a muso duro contro Muzzarelli

L’assessore reggiano ribatte punto su punto le contestazioni mosse da Modena «Tenta di condizionare le scelte della società creando dualismo tra territori»

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REGGIO EMILIA. Il dado è tratto. E, in vista delle nomine per il rinnovo del cda, la guerra è ormai aperta. Non sono andate affatto giù all’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino, le dichiarazioni del sindaco di Modena e presidente della Provincia, Giancarlo Muzzarelli, sull’immediato futuro di Seta. Parole attraverso le quali i soci d’oltre Secchia hanno chiesto ai reggiani uniformità sulle tariffe e sulla gestione del personale, con bilanci distinti per ciascun bacino, annunciando a sorpresa la proroga fino a settembre di Pietro Odorici nel ruolo di presidente. Una decisione che, di fatto, pone in bilico anche la nomina del numero uno di Til, Roberto Badalotti, nel ruolo di amministratore delegato Seta, ricoperto dal 2014 dallo stesso Odorici dopo l’addio di Allegra.

Stilettate che, partite dall’altra parte del Secchia, erano indirizzate proprio al bacino reggiano dell’azienda di trasporto pubblico locale, alle quali Tutino ribatte punto su punto, a cominciare dal tono stesso delle dichiarazioni del sindaco modenese, invitato a tralasciare la «tentazione di condizionare il governo quotidiano e le scelte della società attraverso il dualismo tra territori».

Entrando nel merito delle contestazioni mosse dai modenesi, Tutino rileva che «se ci dovessimo concentrare sul mero rapporto tra territori, in un’ottica perequativa tra i bacini di Modena e Reggio, in relazione al numero di abitanti al bacino reggiano spetterebbero 500 mila chilometri finanziati in più». E proprio questa, aggiunge l’assessore reggiano, «sarà una nostra richiesta da avanzare rapidamente alla Regione e non è un tema da utilizzare come arma tra i soci di Seta».

Quanto al rapporto tra bilanci e produttività dei dipendenti, secondo Tutino «certamente è necessario certificare il vero bilancio dei singoli bacini. Si scoprirebbe che, a parità di stipendio, ogni autista modenese “percorre” circa 5000 km in meno all’anno rispetto al suo collega di Reggio (dati riscontrabili dal pre-consuntivo Seta). Questa inferiore produttività, in valore assoluto, significa un costo non distante dai 3,5 milioni di euro».

Per questo motivo, di fronte ai sacrifici richiesti da Modena, l’assessore reggiano non manca di ricordare che «in termini assoluti Reggio ha subito negli ultimi 3 anni un taglio del 20% al numero di km percorsi ed ha contribuito in maniera determinante al risanamento dell’azienda, pagando i tagli sulla propria pelle. I cittadini se ne sono resi conto». Di qui la richiesta di un’inversione di marcia: «In questo anno abbiamo chiesto, ed in parte ottenuto, che si invertisse questo percorso e l'azienda ha chiuso il proprio bilancio in attivo - replica ancora Tutino – A fronte di un piano industriale serio presentato dal nuovo management, si potranno valutare gli opportuni adeguamenti tariffari. Nulla va chiesto ai cittadini in assenza di un progetto di sviluppo del trasporto pubblico della nostra città e della provincia».

Ma non solo le tariffe e i bilanci nel mirino dei modenesi, con Muzzarelli che ha chiesto anche processi di integrazione o cessazione delle partecipate. Il bersaglio in questo caso è Til, amministrata proprio da Badalotti, il cui nome rappresenta la candidatura reggiana per il dopo Odorici. «La TIL è al 100% dei proprietà degli enti locali reggiani ed è un bene comune. Sul tavolo non c’è nessuna ipotesi di cessazione della sua attività. Non è stata avanzata, ad oggi, nessuna proposta di integrazione. Deve essere valutata ogni forma di cooperazione e di collaborazione con le altre aziende di trasporto della nostra regione».

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