Sostenitori divisi sulla contestazione
REGGIO EMILIA. Il movimento 5 Stelle non ha digerito la bocciatura in consiglio comunale del suo ordine del giorno con cui si chiedeva trasparenza sul percorso di ripubblicizzazione del servizio...
REGGIO EMILIA. Il movimento 5 Stelle non ha digerito la bocciatura in consiglio comunale del suo ordine del giorno con cui si chiedeva trasparenza sul percorso di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. Tanto meno incassa senza fiatare il commento del vicesindaco Matteo Sassi, che liquida l’ordine del giorno sottolineando che chi l’aveva proposto non è di sinistra. «Strano percorso – obietta Norberto Vaccari, capogruppo dei pentastellati – quello della sinistra nelle nostre terre. Da Prampolini a Sassi, un perfetto giro di 180 gradi. Adesso è di sinistra chi difende gli interessi dei privati azionisti, gli interessi di amministrazioni pidine che devono coprire le loro incapacità con i proventi di una gestione privata di una cosa pubblica; gli interessi di amministratori incapaci che a parole non aumentano le tasse, ma nei fatti lasciano aumentare del 44% il costo in bolletta dell'acqua e attendono fiduciosi le regalie del gestore Iren. Il movimento 5 Stelle non è nè di destra nè di sinistra. È solo per il bene, presente e futuro, dei cittadini. Non abbiamo poltrone da vicesindaco da difendere».
Intanto il comitato Acqua bene comune prende le distanze dalla dura contestazione messa in atto dai Cinque Stelle anche in piazza, al termine del consiglio. Il suo obiettivo è lo stesso, la ripubblicizzazione, ma intende perseguirlo con un dialogo costruttivo. Perciò invita il sindaco, Luca Vecchi, e gli altri amministratori «a un confronto pubblico sui contenuti concreti della ripubblicizzazione, offrendo la garanzia di una moderazione di persone di indubbia indipendenza e autorevolezza».
«Abbiamo sempre cercato – spiegano dal comitato – la collaborazione con le istituzioni, ma il rispetto della volontà popolare e la salvaguardia delle risorse comuni vitali come l’acqua rimangono per noi centrali e irrinunciabili. Quanto sentito nell’animatissimo consiglio comunale del 13 luglio va in direzione diametralmente opposta».
Il comitato critica gli argomenti della maggioranza riguardo agli studi di fattibilità e al peso dei finanziamenti e delle morosità: «Si finge di ignorare che il metodo tariffario previsto dall’authority impone che le bollette coprano tutto questo ed anche di più (incluso il calo dei consumi) senza il minimo rischio per il gestore».
La bordata più pesante è riservata allo “scaricabarile” del Pd: «Il fatto che il governo centrale non abbia messo in campo misure atte a favorire la ripubblicizzazione dovrebbe funzionare come scusante per la totale mancanza di volontà politica del Comune nel perseguire quanto richiesto dai cittadini. Quindi, a che scopo candidarsi a livello locale, se ci si deve attenere alle linee del governo di Roma?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google