Gazzetta di Reggio

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Corghi, tutti contro la delocalizzazione

di Serena Arbizzi
Corghi, tutti contro la delocalizzazione

Correggio, ieri la giornata di mobilitazione degli operai e l’incontro dei sindacati con il sindaco: «Dialogo con l’azienda»

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CORREGGIO. Quasi tutti i lavoratori della Corghi hanno aderito alla giornata di mobilitazione organizzata ieri. Gli addetti del colosso dell’automotive hanno incrociato le braccia dopo la scelta da parte dell’azienda di offrire ai lavoratori welfare aziendale in cambio del salario strutturale, pena la delocalizzazione.

Ad essere interessato dal trasferimento in una cittadina della Croazia è il reparto smontagomme pesante, dove lavorano oltre 20 dei 525 lavoratori dello stabilimento di Correggio. Oltre ai dipendenti della sede centrale, ieri hanno scioperato tutti gli stabilimenti, tra cui quello di Prato di Correggio, dove si trova il reparto che il gruppo vorrebbe delocalizzare. I lavoratori armati di fischietto nella prima mattinata di ieri hanno formato un corteo che, partendo dalla sede centrale, ha attraversato via Saltini per arrivare in Comune, dove si è svolto un incontro con il sindaco Ilenia Malavasi.

Hanno partecipato al momento di confronto in Municipio: una delegazione dei lavoratori della Corghi guidati da Sergio Guaitolini, segretario Fiom provinciale, Davide Mariotti della Fiom Cgil di Correggio, Giorgio Uriti della Fim Cisl e Renzo Giannoccolo di Cgil.

«L’incontro si è svolto in un clima estremamente positivo e che ha messo in evidenza non solo la posizione dei sindacati, ma soprattutto la preoccupazione per la situazione e l’attaccamento all’azienda dimostrato da parte dei lavoratori, che mi sembrano elementi importanti e molto significativi» – commenta il primo cittadino.

«L’amministrazione comunale è molto attenta a questa vicenda e siamo stati contenti di ricevere la delegazione dei lavoratori Corghi perché il nostro obiettivo principale è fare tutto il possibile per la tutela dei posti di lavoro. C’è grande disponibilità da parte nostra a seguire questa vertenza, visto che Corghi è un marchio che significa molto per la nostra città che, in caso di delocalizzazione, verrebbe impoverita e si troverebbe a gestire il costo sociale di tale scelta. Nei prossimi giorni incontrerò la famiglia e il management dell’azienda, per capire il loro punto di vista e per ribadire l’importanza della loro attività e della loro presenza sul nostro territorio, sottolineando la necessità di non interrompere il dialogo con lavoratori che, anche nel corso dell’incontro, hanno dimostrato grande senso di partecipazione e responsabilità verso le sorti dell’azienda».

Soddisfazione anche da parte dei sindacati dopo l’incontro e per la grande mobilitazione dei lavoratori. «L’adesione è stata massiccia a conferma di quanto il momento sia particolare per i lavoratori di questi stabilimenti» – conferma Davide Mariotti. Tra i lavoratori però regna la preoccupazione per le sorti dell’azienda.

«Da un po’ avevamo capito che qualcosa non andava – afferma un addetto del reparto smontagomme – continuavamo a sentire voci di delocalizzazione fino a quando l’azienda non ha rivelato l’intenzione reale di trasferire il reparto. E oggi sono a manifestare con noi anche i lavoratori degli altri reparti perché crediamo che la delocalizzazione non si voglia limitare certo allo smontagomme pesante».

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