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Furti alla Padana Tubi: tutti prosciolti

Furti alla Padana Tubi: tutti prosciolti

Guastalla: filmati inutilizzabili e la ditta ritira la querela. La difesa: «Causa finita in una bolla di sapone»

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GUASTALLA. Tutti prosciolti i quattro campani – Antonino Abbate, Massimo Signoriello, Angelo Cafiero e Gaetano Riccio – finiti sotto processo per un furto di materiale metallico nella ditta “Padana Tubi” avvenuto per ben due volte sette anni fa.

Nell’udienza decisiva – tenutasi in tribunale a Reggio – sono crollate le “architravi” su cui doveva poggiare questo procedimento: i due filmati che erano stati visionati a suo tempo dai carabinieri (per poi ritenerli la prova del coinvolgimento dei quattro nel raid notturno) sono stati ritrovati (quando venne emesso il decreto penale di condanna invece non c’erano nel fascicolo e la difesa si era pertanto opposta) ma sono anche risultati inutilizzabili e non hanno potuto vederli nè la difesa nè il giudice.

Inoltre senza quei video non è apparso chiaro nemmeno quale fosse l’aggravante contestata, da qui è caduta anche l’accusa di furto semplice perché perseguibile a querela e quest’ultima è stata ritirata in aula dal legale rappresentante dell’azienda (Anna Alfieri) sia per il troppo tempo passato dal fatto, sia perché nemmeno il dirigente della nota ditta guastallese aveva visionato nel 2008 quei filmati tratti dalle telecamere a circuito chiuso.

Davanti ad una situazione simile il giudice Alessandra Cardarelli ha optato per il “non doversi procedere per intervenuta remissione della querela”.

«I miei assistiti – commenta l’avvocato difensore Alessandro Carrara – sono rimasti coinvolti in un procedimento durato diversi anni e che ora è finito in una bolla di sapone. E tutto ciò non può non lasciare tanta amarezza. Comunque si sono sempre dichiarati innocenti – termina il legale – e c’è soddisfazione perché non è stata dimostrata a processo la loro colpevolezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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