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Grecia, un giro d’affari ormai ridotto al minimo

Grecia, un giro d’affari ormai ridotto al minimo

Manfredini: «Le esposizioni ci sono ma non sono assolutamente pesanti» Le aziende reggiane sperano comunque in una intesa con la Comunità Europea

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REGGIO EMILIA. I segnali di intesa fra la Grecia e la Comunità Europa consentono di far tirare un sospiro di sollievo a numerosi operatori reggiani che da tempo sono impegnati in questa magnifica ma delicata area posta nel cuore del Mediterraneo. La maggior parte delle aziende interessate afferma di non lamentare particolari esposizioni anche se, ovviamente, tutti sono in trepida attesa di una conclusione dell’affannosa vicenda. Le forniture indirizzate al Paese ellenico sono di varia natura ma riguardano in particolare materiali e accessori per l’edilizia (soprattutto piastrelle di ceramica) ma anche per altre lavorazioni. Si va da prodotti in gomma e plastica (Atlantici Man di Castelnovo Sotto), a motofalciatrici (EurosYstem di Luzzara) da smontagomme ed equilibratrici (Sice di Correggio dove si accenna ad un mercato da diverso tempo silente) a cavi elettrici ed elettronici (Prospecta di Cavriago). Quasi tutte le imprese insistono però sulla limitatezza delle forniture e, dunque, di un giro d’affari assolutamente contenuto, di un’area che negli ultimi tempi non era molto effervescente e quindi incideva solo in parte sui rendiconti aziendali.

Alla Reggiana Riduttori di San Polo - ad esempio - non ritengono poi la Grecia una zona di grande rilievo per il tipo di tecnologia che producono e lo stesso discorso vale per il gruppo Interpump di Sant’Ilario che realizza pompe, valvole ed altri accessori. Si tratta di ordini, in parte da riscuotere, dopo che le banche hanno chiuso i cancelli, che ammontano a poche decine di migliaia di euro, dunque cifre irrilevanti per bilanci aziendali di un certo peso. «Le esposizioni ci sono - conferma intanto il presidente della ceramica Casalgrande Padana Franco Manfredini - ma non sono assolutamente pesanti. Sia perché le forniture sono quasi sempre frazionate sia perché, operando in molte zone del mondo, siamo tutelati da coperture assicurative». Mentre concede queste brevi ma interessanti annotazioni lo storico leader del mondo delle piastrelle reggiane sta sviluppando contrattazioni ben più sostanziose con acquirenti giapponesi. Per recuperare la patria di Omero? «Sino al 2007-2008 la Grecia era in effetti un riferimento importante perché in continua espansione, sia sulla penisola che nelle isole grazie al boom turistico. Addirittura poteva essere considerato il terzo mercato mondiale per i produttori di ceramiche. Poi c’è stato un blocco e la domanda è precipitata. Meno male però che ora c’è qualche segnale di ripresa, il settore si muove, così come in Italia. E mi auguro proprio che si arrivino le intese capaci di dare nuovamente slancio e rilancio. Per il bene di tutti. Noi ci mettiamo tanta buona volontà. Speriamo che tutto si rimetta in moto». (l.v.)

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