«La Fondazione rispetterà le volontà del benefattore»
Don Nicelli, parroco del Duomo di Guastalla, parla della cessione di Villa Ferretti «E’ stata venduta a fine febbraio ad un privato perché la gestione era in perdita»
GUASTALLA. Parte a razzo – don Alberto Nicelli – parlando con il cronista prima come vicario generale della Diocesi e poi come parroco: l’argomento è quello anticipato ieri dalla Gazzetta, cioè la vendita di Villa Ferretti a Moniga del Garda (Brescia) che trent’anni fa fu donata dal cavalier Aldo Battista Ferretti alla parrocchia del Duomo di Guastalla.
Il sacerdote ci tiene subito a precisare che in questa vicenda la Diocesi ha dato il consenso per la vendita della struttura alberghiera e indicato come preferenza la via della Fondazione, ma su quanto verrà deciso in futuro la parrocchia guastallese è completamente autonoma. Ma ci tiene anche a tenere distinto – e qui parla essenzialmente da vicario generale – il piano di ristrutturazione e razionalizzazione varato dalla Diocesi per rimettere in sesto i conti (in cui, per esempio, rientrano la messa in vendita del seminario di Reggio e il castello di Rossena) dalla cessione dell’albergo di Moniga che descrive come un’operazione che fa capo unicamente alla parrocchia del Duomo di Guastalla.
«La vendita ad un privato di Villa Ferretti è avvenuta a fine febbraio – spiega don Nicelli – e si è resa necessaria perché la gestione era in perdita. Ora la parrocchia del Duomo sarà autonoma nella gestione dei fondi ricavati dalla vendita. Posso comunque già dire che verrà creata una Fondazione e verrà intitolata al cavalier Ferretti. Verranno fatte delle valutazioni e sarà necessario maturare la miglior decisione possibile affinché con quanto realizzato dalla vendita – conclude – venga data una risposta adeguata agli scopi benefici indicati dal defunto, a quelli che erano i suoi desideri espressi nell’atto di donazione».
Parole che confermano quanto già detto – nell’incontro di metà aprile – dal vescovo Massimo Camisasca alla nipote del cavaliere (Nicole Deveaux Fiaccadori) che, rimasta sorpresa dalla vendita di Villa Ferretti, aveva chiesto spiegazioni in Curia. «In quell’occasione sua Eccellenza mi ha informato – dice l’erede – che era perfettamente al corrente e che l’intenzione sua e della Diocesi era la costituzione di una Fondazione di scopo e che dopo si sarebbe deciso come investire l’ingente somma di denaro ricavata dalla vendita». Poi la nipote del cavaliere – che è straconosciuta a livello guastallese e regionale per il suo ormai lungo impegno nell’Anffas (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) – aggiunge di seguire la vicenda sia come nipote che come cittadina: «Come famiglia non abbiamo nessun interesse personale, chiediamo però che vengano rispettate le volontà di nostro zio. I fondi ottenuti vanno utilizzati a beneficio della comunità guastallese».
Le “strade” indicate nell’atto di donazione sono molteplici: l’acquisto con la somma ricavata dalla vendita di Villa Ferretti di uno o più immobili a fini religiosi, oppure investire tale somma per formare responsabili di comunità religiosa, oppure per l’oratorio o per una struttura destinata a disabili. «Villa Ferretti non era un albergo qualunque – commenta Camilla Verona, sindaco di Guastalla – è sempre stato un punto di riferimento importante per vacanze di spiritualità, allargate ad ogni età. Ora auspico che con i fondi della vendita venga fatta un’operazione a vantaggio di chi ha meno possibilità, per le fasce più deboli. Una ricaduta importante per la nostra comunità. Come Comune vedremo se saremo chiamati in causa dalla parrocchia del Duomo relativamente ad eventuali immobili con cui dare seguito alle volontà di Ferretti».
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