Gazzetta di Reggio

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Palestra per il Ramadan, la Lega protesta

Accuse all’amministrazione che replica: «L’associazione culturale l’aveva chiesta in giugno»

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CASTELNOVO MONTI. Botta e risposta tra la Lega Nord Appennino e l’Amministrazione comunale di Castelnovo sulla concessione dello spazio della palestra di via Sozzi ad una associazione di giovani musulmani come ritrovo per la preghiera serale del mese di Ramadan, che peraltro si conclude oggi. Sul tema sono intervenuti gli esponenti leghisti Enrico Ferretti e Mattia Casotti: «Basta con le cose fatte in segreto di nascosto dai residenti. Senza che nessuno dicesse nulla la palestra comunale è diventata il punto d’incontro della comunità islamica che ogni sera si ritrova per la preghiera. Appare superfluo ricordare che una palestra non è un luogo di culto e anche che la stessa comunità islamica ha già a disposizione uno spazio a Felina. Per questo non vorremmo che dietro questo primo passo tenuto sapientemente nascosto si celasse l’intenzione di qualcuno di sottolineare l’esigenza della comunità islamica di avere un nuovo punto di ritrovo a Castelnovo. Inoltre in un momento in cui l’attenzione mondiale è puntata proprio sull’estremismo islamico, sarebbe opportuno vigilare con attenzione affinché durante la preghiera non vengano diffusi messaggi violenti e comunque contro l’occidente, il nostro Paese e la nostra gente».

A rispondere è il vice sindaco ed assessore al Sociale Emanuele Ferrari: «L’accordo per l’utilizzo della palestra di Felina era stato annunciato e spiegato in un comunicato stampa ad inizio giugno, prima dell’avvio del Ramadan, quindi davvero non vedo come sia possibile sostenere che sia stata una cosa fatta di nascosto. Da ormai diversi mesi l’amministrazione comunale, anche attraverso il lavoro del capogruppo di maggioranza Sabrina Fiori, sta lavorando in collaborazione con l’associazione culturale Al bayt (La casa), una realtà composta in larga misura da giovani ragazzi, figli e figlie di famiglie immigrate, in particolare dal Marocco e nord Africa, residenti da anni sul territorio appenninico, ben integrati e desiderosi di contribuire alla vita ed all'animazione sociale e culturale del territorio. Per quanto riguarda la richiesta dell’utilizzo della palestra di via Sozzi, ci è pervenuta anticipatamente rispetto all’inizio del Ramadan. Abbiamo trovato nei ragazzi di Al bayt un interlocutore serio ed affidabile, una associazione formalmente riconosciuta, anche attraverso un percorso svolto con Dar Voce, portale delle associazioni di volontariato provinciali. Abbiamo cercato di rispondere al meglio a questa esigenza dopo un'attenta valutazione tecnica, il coinvolgimento delle forze dell’ordine, dell’assessorato allo sport e del volontariato, unitamente a una necessaria e tempestiva informazione alle scuole, individuando nella palestra delle scuole medie di via Sozzi lo spazio adatto. Ci sembra sia stata una semplice scelta di civiltà, una piccola luce in questi tempi difficili. Tra l’altro ormai il Ramadan è al termine e non ci è stato segnalato il minimo problema». Conclude Ferrari: «Questo accordo non è legato all’individuazione di uno spazio per una moschea: l’individuazione dei luoghi di culto nei piani urbanistici sono normati da una legislazione nazionale. Se la comunità musulmana vorrà individuare un proprio luogo di ritrovo e preghiera, che rientri nella piena regolarità e rispondenza alle leggi in materia, sarà un tema che prenderemo in esame quando ci verrà posto». (l.t.)

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