Seta verso lo sciopero, salta la trattativa con i sindacati
Lo annunciano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Af, Faisa-Cisal dopo la rottura consumata nel vertice in Prefettura a Bologna
REGGIO EMILIA. Rottura al tavolo della prefettura, mobilitazione e sciopero in arrivo, pressing sugli enti locali e sulla Regione affinchè l'integrazione tra Modena, Reggio e Piacenza inizia a tradursi nei fatti. I sindacati picchiano duro su Seta, l'azienda tpl emiliana i cui soci modenesi e reggiani si sono scontrati proprio negli ultimi giorni su costi e programmazione aziendale.
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Ieri in prefettura a Bologna le procedure di raffreddamento del conflitto non hanno dato buoni frutti. Sul tavolo tutti i nodi più urgenti: stato di finanziamento regionale e degli enti locali per quest'anno e prospettive, bilancio 2014 e aggiornamento del piano industriale, assunzioni e stabilizzazione dei contratti, sicurezza e manutenzione dei mezzi, premio di risultato 2014.
Durante il confronto, il viceprefetto ha proposto un confronto mirato sui singoli argomenti da svolgersi in tempi rapidi: la proposta è stata accettata dai sindacati ma «respinta» dall'amministratore delegato-presidente di Seta Pietro Odorici, «confermando, se mai ce ne fosse stato bisogno, l'indisponibilità da parte di Seta al confronto di merito sui temi al centro della vertenza».
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Lo riportano in una nota congiunta le sigle regionali dell'Emilia-Romagna Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Af, Faisa-Cisal, annunciando un doppio fronte: da una parte una serie di assemblee nei depositi territoriali, «in preparazione dell'azione di sciopero», per «informare gli autoferrotranvieri sulla gravità dello stato in cui versa l'azienda che, a differenza dalle altre aggregazioni regionali, non è stata in grado di fare passi concreti verso l'integrazione tra le tre aziende territoriali originarie».
Dall'altra parte, si tenterà da parte di confederali e autonomi «un coinvolgimento della proprietà della società e delle istituzioni a tutti i livelli, perchè seta è di proprietà dei cittadini di Modena, Reggio e Piacenza e dei lavoratori che vi sono occupati e vorremmo che qualcuno se ne ricordasse sempre e non solo quando fa comodo».
Ma «innanzitutto sarà necessario coinvolgere la Regione Emilia Romagna, tramite l'assessore Donini», precisano ancora le sigle. Tra le altre cose, i sindacati chiedono «l'istituzione di una conferenza territoriale del trasporto viaggiatori», il «consolidamento tecnico, organizzativo e della governance delle aziende aggregate, e quindi anche di Seta, a partire dal rinnovo dei gruppi dirigenti». Ma anche «un più rapido e massivo rinnovo del parco mezzi che registra in Seta un'anzianità di oltre 12 anni, contro i 7 di quella europea», così come «una clausola sociale da applicare a livello di bacino territoriale che tuteli il lavoro in caso di gara» e, concludono i sindacati, la «certezza dell'erogazione nel prossimo triennio delle risorse degli enti locali, oltre alle previste risorse regionali».
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