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Seta, Reggio pronta anche a uscire

di Luciano Salsi
Seta, Reggio pronta anche a uscire

Dopo Tutino, insorgono i sindacati: «A breve uno sciopero su turni e mancanza di personale»

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REGGIO EMILIA. Pietro Odorici ha da sempre relazioni piuttosto aspre con i sindacati, i quali confermano il giudizio molto negativo sul presidente e amministratore delegato di Seta nel momento in cui i sindaci modenesi cercano, a sorpresa, di imporre la sua riconferma per tre mesi al vertice dell'azienda interprovinciale dei trasporti, mentre l'assessore Mirko Tutino, insieme agli altri amministratori reggiani, ne chiede l'immediata sostituzione a fine luglio, quando scadrà il suo mandato. Le decisioni relative alle nomine esulano dai compiti delle organizzazioni sindacali, dalle quali, peraltro, difficilmente verrà un sostegno al piano di Giancarlo Muzzarelli.

Il sindaco e presidente della Provincia di Modena, infatti, si muove in sintonia con i sindaci dei sette principali comuni modenesi, ma non ha concertato e condiviso la sua proposta con gli altri soggetti interessati, nè con gli altri soci (Regione, Tper, enti locali di Reggio e Piacenza) nè, tanto meno, con i rappresentanti dei lavoratori. I sindacati, quindi, sottolineano le vertenze irrisolte con Seta mentre assistono a una battaglia che potrebbe concludersi, nei prossimi giorni, con un accordo sotto l'egida della Regione, ma anche con una clamorosa rottura. In tal caso verrebbe rimessa in discussione la stessa ragione sociale di Seta e i comuni reggiani potrebbero decidere di staccarsi e ridare vita a un'azienda dei trasporti provinciale, com'era la vecchia Act. E' un'eventualità di cui si discute anche negli ambienti sindacali. Per ora spetta a Raffaele Donini, assessore regionale ai trasporti, cercare di dirimere la controversia fra le due sponde del Secchia. Per i prossimi giorni è previsto un suo incontro con tutti i soci di Seta per discutere le linee di indirizzo e la proposta di prorogare fino a settembre gli incarichi di Odorici. Tutino sembra intenzionato a giocare tutte le sue carte per contrastarla, a costo di fare saltare il tavolo. I sindacati pongono il problema su un altro piano: «La nostra - precisa Luca Marchesini, segretario della Filt Cgil - è una battaglia non contro Odorici, ma contro gli orientamenti espressi da lui e da chi lo sostiene. I sindaci modenesi arrivano al punto di prospettare la disdetta dei contratti integrativi, che sono diversi nelle tre province. A loro sembra che il contratto reggiano sia tale da pesare negativamente sui bilanci dell'azienda. Pare quasi che noi siamo come la Grecia per l'Europa».

In realtà Tutino aveva evidenziato che, a parità di stipendio, un autista modenese percorre ogni anno 5.000 chilometri in meno e che questa minore produttività si risolve in una maggiore spesa. In ogni caso gli enti locali reggiani contribuiscono in misura ben più ampia a coprire i costi, dal momento che versano a Seta 2,5 milioni contro i 2,6 di Modena, che però ha il 35% di abitanti in più. «Anche nell'incontro di ieri in Prefettura a Bologna - precisa Marchesini - Odorici ha ribadito che le assunzioni non sono materia di competenza dei sindacati. A breve faremo uno sciopero sulle questioni dei turni e della mancanza di personale».

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