Gazzetta di Reggio

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«I vostri autisti lavorano meno»

L’accusa dell’assessore modenese Giacobazzi: «Noi siamo in regola con i conti»

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REGGIO EMILIA. Sale ulteriormente la tensione fra Modena e Reggio. «Modena è entrata in Seta con i conti in ordine ed è ora che anche i partner pubblici degli altri territori facciano gli sforzi necessari affinchè gli impegni siano ripartiti equamente. E comincino a sentirsi tutti responsabilmente parte di Seta». Dopo il sindaco-presidente della Provincia, Giancarlo Muzzarelli, questa volta è l’assessore modenese alla Mobilità, Gabriele Giacobazzi, che risponde all’assessore di Reggio, Mirko Tutino. «Ricordo che Modena - afferma Giacobazzi – arrivò alla fusione in Seta con l’azienda Atcm in attivo per 76.000 euro e conferendo liquidità per 8,582 milioni, mentre Atc di Reggio entrò in perdita per 1,261 milioni e a livello di liquidità era “sotto” di 300.000 euro».

Una battaglia a suon di cifre. E se la bozza di accordo programmatico proposta dai modenesi ha sollecitato ad unificare tariffe e contratti di lavoro tra i bacini, risulta «singolare – continua Giacobazzi – la reazione di Tutino alla richiesta di trasparenza e di equità, che dovrebbe essere auspicata da tutti». Sul «presunto» trattamento svantaggioso per Reggio, Giacobazzi rimprovera a Tutino di usare «un argomento assai curioso e cioè i chilometri all’anno che gli autisti modenesi percorrerebbero in meno rispetto ai colleghi di Reggio, deducendo da ciò un costo maggiore per la gestione nel bacino modenese». In realtà, dal momento che l’orario di lavoro è sempre quello, «anzi i dipendenti di Reggio lavorano alcune ore la settimana in meno rispetto ai modenesi», se ne ricava «solo che nel reggiano incide maggiormente il trasporto extraurbano, che ha una media di tempo per chilometro più bassa di quella dell'urbano diffuso a Modena, Carpi e Sassuolo».

Ma il vero problema, tirano le somme i modenesi, è un altro: «Reggio non sembra considerare Seta la propria azienda di trasporto». E, conclude Giacobazzi, «questo “maldipancia” viene fuori periodicamente dalle espressioni sulla possibilità di uscita reggiana da Seta: Reggio ha mantenuto una azienda, Til, cui, tra l'altro, è stata subaffidata una parte rilevante del servizio dalla stessa Seta, creando una situazione poco trasparente e conflittuale».

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