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“Madre Terra” in mostra nelle foto di Greta Guidotti

“Madre Terra” in mostra nelle foto di Greta Guidotti

SAN POLO. Domani alle 19, nella Torre dell’Orologio, viene inaugurata la mostra fotografica “Madre Terra” di Greta Guidotti con l’intervento dell’autrice e una performance di “danza orientale delle...

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SAN POLO. Domani alle 19, nella Torre dell’Orologio, viene inaugurata la mostra fotografica “Madre Terra” di Greta Guidotti con l’intervento dell’autrice e una performance di “danza orientale delle origini” di Marica Montecchi. Sarà presente anche un manufatto scultoreo di Elena Zannoni.

Nata nel 1975 a Reggio, Greta Guidotti si diploma all’istituto d’arte Chierici. Artista di formazione pittorica con forti riferimenti all’ambito espressionista, ora è la fotografia ad appassionarla. Ha partecipato allo spazio Off di Fotografia Europea 2014 con la personale "Sguardo sul doppio" e ha esposto in collettive di pittura a Canossa e nella mostra fotografica “Guardare, Pensare, Fare” curata da Laura Sassi per il 31° Fotofestival di Montecchio. Gestisce un portfolio su Photovogue, dove le è stata pubblicata una sessantina di fotografie. Vive a Canossa e lavora come arredatrice. Si definisce “visual artist”, realizza fotografie per fini artistici. Nella mostra “Madre Terra” propone 30 immagini in cui il corpo nudo di una donna è in simbiosi con la terra: accovacciato tra le rocce, o sdraiato nel fango, all’interno di una fessura della terra che ricorda l’utero materno. L'effetto è suggestivo e nel contempo spettacolare. Come sfondo, luoghi ancora selvaggi lungo l’Enza, a Rossena, a Campotrera, fra i vulcanetti di Regnano, alla tana della Mussina di Albinea, sulla Pietra di Bismantova e sul Ventasso.

«Anziché contattare modelle, ho coinvolto sei amiche – afferma Greta Guidotti –. Ho spiegato che cosa volevo comunicare ed insieme abbiamo realizzato le foto. Il risultato è un'immagine dove il corpo femminile trova lo spazio che lo raccoglie come se fosse il ritorno all'utero materno».

«E’ la ricerca di un legame profondo e ancestrale – spiega Adele Cacciagrano – il tentativo di riannodare i fili di un rapporto armonioso e puro con la natura che ci circonda, una natura ancora non umanizzata che mantiene il suo stato di selvatichezza».

La mostra resterà aperta nella Torre fino al 2 agosto. Orari:domani sera dalle 19 alle 22; il 19 luglio e nei weekend successivi (24-26 luglio e 31 luglio- 2 agosto) dalle 18 alle 22. L’ingresso è libero.

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