Gazzetta di Reggio

Reggio

inchiesta aemilia

'Ndrangheta, Alfonso: "A Reggio Emilia 7mila persone vicine al clan. E' preoccupante"

Elisa Pederzoli
'Ndrangheta, Alfonso: "A Reggio Emilia 7mila persone vicine al clan. E' preoccupante"

Il procuratore dell'antimafia di Bologna sottolinea il passaggio di una intercettazione. Ma l’inchiesta non è finita: «Tanti filoni aperti e da sviscerare, c'è da indagare ancora per molti anni»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA  «Quando due persone conversando tra loro dicono che su Reggio Emilia il clan può contare su 7 mila persone che a vario titolo sono vicine all’organizzazione e altre 3/4mila su Parma questo inquieta e preoccupa».

9 NUOVI ARRESTI: In manette il boss e l'imprenditore reggiano Vecchi

Parte citando uno stralcio di intercettazione ambientale - l’emblematica conversazione registrata a Roma nello studio dell’avvocato Benedetto Stranieri (che curava gli affari della Save Group di Vecchi e Patricelli) – l’analisi del procuratore capo di Bologna, Alfonso Diletto, sulla situazione in Emilia dopo la nuova ondata di arresti nell’ambito dell’inchiesta “Aemilia bis”. Un dialogo dove senza mezzi termini si dice: «Comandano loro, mi sono spiegato, non si muove una foglia se Dio non voglia... Per andare a prendere una bottiglia di vino devi andare a chiedere là... sono stato chiaro?».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:1.11787805:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11787805:1649485374/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Che le 117 ordinanze di custodia scattate lo scorso gennaio e arrivate da pochi giorni all’avviso di conclusione indagini fossero solo l’inizio Alfonso – prossimo a lasciare la procura generale di Bologna per Milano – non lo ha mai nascosto. I nuovi provvedimenti scaturiscono dalla stessa inchiesta e da un lavoro di indagine, che nei mesi successivi, ora scopriamo non si è mai fermato. Anzi. «Ora ci siamo concentrati sugli aspetti economici: il tema è quello delle intestazioni fittizie di beni – evidenzia il magistrato – Ed è emerso dalle intercettazioni che anche dal carcere dove gli affilliati sono tutt’ora ristretti l’attività criminale continuava, attraverso i colloqui con i familiari durante i quali impartivano istruzioni».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11791924:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/dossier/operazione-aemilia/aemilia-bis-il-procuratore-alfonso-vicine-al-clan-7mila-persone-a-reggio-emilia/44948/45044]]

Da qui, spiega, la necessità di un nuovo provvedimento di custodia notificato dietro le sbarre a Nicolino Grande Aracri, Alfonso Diletto, Michele Bolognino. «Beni a loro riconducibili – chiarisce Alfonso - erano intestati a parenti e amici, in modo che si allontanassero da loro che ne restavano però titolari effettivi. Perchè potessero così essere celati all’autorità giudiziaria e ai provvedimenti di sequestro».

Non finisce qui, però, il lavoro della Dda. «Mano a mano si approfondiranno ulteriori filoni investigativi, nel tempo di quattro o cinque mesi uno dall’altro assisteremo a definizioni ulteriori attraverso richieste di misure cautelari. Credo che si andrà avanti per molti anni» assicura il procuratore generale, descrivendo un quadro che non è noto soltanto da oggi.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11791925:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/operazione-aemilia-2-il-blitz-dei-carabinieri/44946/45042]]

«E’ una situazione che va avanti da molti anni, noi riteniamo. Già nel 2010 - sottolinea – la Dia aveva presentato una proposta di misura nei confronti di Diletto Alfonso, ma allora il tribunale di Reggio Emilia ritenne che non vi fossero elementi sufficienti per poter adottare la misura. Cinque anni di lavoro sono serviti anche a questo, a ricostruire un enorme patrimonio e a ricostruire anche le vicende di questo grande patrimonio. Questo è l’aspetto più importante. Quanto fatto oggi è la riprova di quanto già detto all’inizio: parliamo di aziende importanti, in molti settori nevralgici delle attività economiche. Quindi, altro che infiltrazioni. Tutto questo deve farci riflettere».

La mappa dei sequestri

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google