Crisi della Open.Co tavolo di confronto chiesto alla Regione
Documento dei sindaci di San Martino in Rio e Castelvetro Serve un dibattito istituzionale per salvare l’occupazione
SAN MARTINO IN RIO. Nasce un asse formato dai sindaci di Castelvetro e di San Martino in Rio per tenere sotto stretto monitoraggio la situazione dell’Open.Co, il soggetto nato un anno fa dalla fusione dell’ex Cormo e della modenese Coop Legno. La Open.Co ha fatto richiesta nei giorni scorsi di concordato preventivo dopo che il processo di riorganizzazione, che include anche la Lavoranti Legno di Ferrara, non è andato in porto, pur rimanendo un’ipotesi su cui si sta lavorando.
Intanto, domani pomeriggio alla ex Cormo, i lavoratori faranno sciopero e ieri mattina, durante il mercato, si è tenuto un presidio in cui gli addetti hanno fatto volantinaggio per fare conoscere la grave situazione in cui versa la cooperativa.
«Le trattative in corso che riguardano la Open. Co sono all’attenzione congiunta delle nostre istituzioni comunali – commentano i sindaci Oreste Zurlini di San Martino in Rio e Fabio Franceschini di Castelvetro – uguale è la preoccupazione per le due imprese cooperative che hanno storicamente contribuito al benessere sociale e territoriale dei nostri due Comuni e rispettive Province. La recente fusione tra le due imprese testimonia la tenace volontà di reagire ai colpi della crisi. In quest’ambito apprezziamo, allo stesso modo, i sacrifici che si sono sobbarcati le maestranze. Questo periodo di fusione ha messo in evidenza che esistono le condizioni di competenza, professionalità e di dotazione tecnologica per affrontare un mercato, senz’altro ridimensionato, ma tuttora esistente, seppure con caratteristiche diverse. Per questo va allontanata ogni ipotesi fatalista e rinunciataria. I tempi corrono inesorabilmente veloci. Facciamo appello – concludono i due sindaci – alla Regione Emilia Romagna, perché avvii il tavolo istituzionale di confronto nel più breve tempo possibile. Da parte nostra seguiremo giorno per giorno, la vertenza in modo congiunto, senza cedere a tendenze campanilistiche, nella convinzione che il mondo cooperativo, oltre ai problemi occupazionali, non possa perdere di vista anche il tema di una responsabilità territoriale».
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