Furto e devastazione alla ex Montanari
Luzzara: nella notte tra venerdì e ieri i ladri hanno fatto razzia di rame distruggendo centraline elettriche e varie macchine
LUZZARA. Ingente furto di rame nei capannoni della ex Montanari di via Carboni, a Villarotta di Luzzara. Razziati grossi cavi della centrale elettrica e dal quadro di comando delle caldaie. Il danno ammonta a svariate migliaia di euro.
Il fatto è accaduto nella notte tra venerdì e ieri. Ad accorgersi del furto sono stati due operai che da circa un anno si occupano di ripristinare una linea produttiva per conto della ditta Giuseppe Bernuzzi di Gussola (Cremona), l’imprenditore che ha chiesto l’affitto di un ramo d’azienda, in regime di concordato preventivo della Montanari, e che non riesce a far partire la produzione di pannelli e lamellari per questioni burocratiche.
I due lavoratori si sono poi recati al comando dei carabinieri di Guastalla per segnalare quanto avvenuto per denunciare il furto contro ignoti. «Un vero e proprio scempio – hanno detto i due operai –. Hanno rovinato una centrale che era praticamente nuova». Non è escluso che si tratti dei soliti ladri di “oro rosso” che devastano pluviali e grondaie di abitazioni sfitte, cimiteri e rubano cavi elettrici delle linee ferroviarie. I capannoni della ex Montanari sono ormai dismessi e abbandonati. I ladri si sono procurati potenti cesoie per tagliare i cavi della centrale elettrica. Trafugate anche grosse piastre di rame che fungevano da trasmettitore di corrente agli impianti. La banda è entrata anche nel vano di una caldaia da dove hanno letteralmente “spolpato” l’involucro di plastica dai fili di rame.
Per agire indisturbati, dopo aver forzato la porta d’ingresso, si sono chiusi dentro. Si sono pure permessi una pausa: sui gradini sono stati rinvenuti semi di melone. Probabilmente non sono riusciti a portare a termine il lavoro perché una cesoia è rimasta attaccata a un cavo. Segno che, forse, sono stati disturbati e per non essere individuati sono fuggiti lasciando gli attrezzi sul posto.
Nel corridoio tra il vano caldaia e un capannone è stata trovata anche una grossa chiave inglese. I ladri hanno tentato anche di forzare le porte del capannone dove la ditta Giuseppe Bernuzzi ha un impianto di produzione, ma gli ingressi erano stati preventivamente sbarrati da pannelli di legno sui quali sono stati appoggiati grossi macchinari. L’imprenditore cremonese, oltre alle difficoltà burocratiche che gli impediscono di aprire una linea di produzione che potrebbe dare lavoro a trenta persone, ha inviato tramite Pec, un’email ai carabinieri di Luzzara per denunciare prelievi e manomissioni su beni che si era aggiudicato tramite asta telematica. A una sfogliatrice e a una centratronchi, infatti, sarebbero stati prelevati parti elettroniche e, per ripristinare il funzionamento dei macchinari, l’imprenditore sarebbe costretto ad acquistare nuove schede per un costo di 150mila euro.
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