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Il sottobosco continua a bruciare

Il sottobosco continua a bruciare

Casina: a causa del caldo torrido, i focolai vicino a Ca’ Manarino si sono ravvivati

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CASINA. Sembrava ormai archiviato l’incendio di Ca’ Manarino, divampato nel pomeriggio di venerdì, e l’unica cosa da chiarire restavano le cause, quando nel primo pomerggio di ieri è dovuto tornare in azione l’elicottero dei Vigili del Fuoco di Bologna, ancora appoggiato da squadre di terra, per un improvviso ravvivarsi delle fiamme, ancora una volta favorito dal clima torrido che imperversa anche in collina.

Un incendio che ha richiesto uno sforzo straordinario per essere domato definitivamente: venerdì erano entrate in azione tre squadre di terra dei Vigili del Fuoco, due da Reggio e una dei volontari di Collagna, due squadre del Corpo Forestale, due squadre della Protezione Civile, più la Polizia Municipale di Casina, ma già nel primo giorno il lavoro fondamentale per arginare il fuoco, in una situazione potenzialmente disastrosa visto che erba e sterpi risultano riarsi da giorni e giorni di temperature altissime e quindi estreamente infiammabili, era stato quello dell’elicottero dei Vigili del fuoco arrivato da Bologna, che in più di due ore di volo per 24 volte aveva rifornito il grosso “sacco” antincendio nel lago di Leguigno e scaricato migliaia di litri d’acqua nella zona vicina a Cà Manarino.

Un’area impervia, dove le squadre di terra hanno faticato a intervenire e anche a stendere le manichette collegate alle autopompe, per cui da subito i Vigili del fuoco avevano richiesto l’intervento del mezzo aereo. Venerdì le stesse squadre erano rimaste in opera fino a notte inoltrata, per verificare che non ci fossero braci che potessero riaccendere le fiamme, e anche ieri mattina c’era stato un nuovo intervento dei Vigili del fuoco, che sembrava aver chiuso l’emergenza. Ma evidentemente, proprio l’asperità della zona ha consentito a qualche brace di rimanere celata, e verso le 15 di ieri, in un lasso di tempo molto breve, forse a causa di una folata di vento, si è tornato ad alzare del fumo, i Vigili del Fuoco sono di nuovo dovuti intervenire e hanno nuovamente richiesto l’intervento dell’elicottero. Ancora una volta l’area è stata irrorata con diversi lanci di acqua, e ancora una volta le squadre di terra sono state impegnate per diverse ore per scongiurare definitivamente l’incendio, che poteva anche mettere a rischio le case della borgata di Cà Manarino se si fosse ulteriormente ampliato, o la percorrenza sulla statale 63 il cui tracciato passa poco distante. Per quanto riguarda le cause tutte le varie forze intervenute affermano che sono ancora in corso di accertamento, ma va segnalato che già nella serata di venerdì erano stati interrogati alcuni abitanti della borgata dalle cui vicinanze sembra sia partito il primo focolaio, che molto rapidamente si è allungato su un fronte di cento metri e che ha poi bruciato in totale 5 ettari di bosco, sottobosco e sterpaglie: l’impressione è che le fiamme possano essersi sprigionate a seguito di una disattenzione o di un errore umano. Nel caso questa ipotesi venisse confermata, i responsabili potrebbero venir chiamati a farsi direttamente carico dei costi per gli interventi di spegnimento dell’incendio, un impegno assai oneroso visto anche il ripetuto utilizzo dell’elicottero. (l.t.)

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