Gazzetta di Reggio

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Ex Cormo, verso una “newco” regionale

di Serena Arbizzi
Ex Cormo, verso una “newco” regionale

San Martino in Rio: sciopero dei dipendenti Open Co. davanti al municipio, sì al tavolo con altre aziende e cooperative

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SAN MARTINO IN RIO. Sciopero alla ex Cormo, divenuta Open.Co un anno fa dopo la fusione con la Coop Legno di Castelvetro nel modenese. Dopo il fallimento del processo di riorganizzazione che coinvolge anche la ferrarese Lavoranti Legno, la quasi totalità dei lavoratori si è ritrovata davanti al Municipio per un presidio con tanto di striscioni e bandiere del sindacato Cgil Fillea, per fare conoscere il più possibile il grave stato di crisi in cui versa la cooperativa. Oltre 500 sono gli addetti fra Open. Co e Lavoranti Legno che vedono messo a repentaglio il proprio posto di lavoro.

Intanto, è arrivata la risposta dall’assessore regionale Palma Costi, la quale ha convocato un tavolo di confronto in Regione per il 31 luglio. Ma ai lavoratori questo non basta. «Lo volevamo ieri il tavolo di confronto – attaccano Irene Velotti e Rudi Zaniboni, di Cgil Fillea – Il 31 è una data troppo in là nel tempo e incerta».

Agosto è un mese critico, infatti, perché si corre il rischio che la questione «cada nel dimenticatoio – aggiungono Velotti e Zaniboni – noi invece vogliamo risposte prima. Siamo disponibili a parlarne sempre: la questione è troppo urgente e importante».

Ieri, tra i lavoratori che hanno incrociato le braccia, invadendo il parco di fronte al Comune, c’era anche Erio Cavazzoni, vice presidente di Open.Co.

«La partita non è ancora persa – spiega Cavazzoni – all’orizzonte c’è sempre un progetto su scala regionale che coinvolga sia Open. Co, sia Lavoranti Legno. In particolare, abbiamo formulato una proposta articolata in più pezzi. Tra questi c’è la creazione di una newco, un nuovo soggetto, quindi, oppure la nascita di una nuova cooperativa di servizi. In quest’ultima lavorerebbero addetti con mansioni che ora sono invece affidate all’esterno. Addetti che andrebbero, quindi, a posare e montare nei cantieri dove lavoriamo. Noi siamo disponibili a proporre valutare varie soluzioni in campo pur di salvare i posti di lavoro. Per la LegaCoop sappiamo che questo è uno dei progetti più difficili, più complicato dell’edile perché la serramentistica richiede una gestione molto complessa. Lo sappiamo, ma chiediamo ugualmente un aiuto perché il tempo stringe e non possiamo aspettare» – conclude Cavazzoni. Ma i momenti di sciopero all’Open. Co non si chiudono qui: una seconda mobilitazione potrebbe avvenire proprio il giorno dell’incontro in Regione.

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