Violenza nel parco, la ragazza: «Ha detto: ho un coltello, poi mi ha violentata»
Nuovi dettagli sul racconto della turista di 24 anni abusata lungo il Crostolo. La procura apre un fasciolo e lancia l’appello: «Chi ha visto qualcosa parli»
REGGIO EMILIA. Aveva un coltello con sé, lo stupratore del parco del Crostolo. O almeno questo ha fatto intendere alla sua giovane vittima.
E’ il nuovo particolare che emerge sull’agghiacciante episodio denunciato dalla turista 24enne veneta che sabato pomeriggio, da sola con lo zaino in spalla, si trovava lungo la ciclo-pedonale che porta alla collina, all’altezza di Rivaltella.
La ragazza, dopo l’accaduto, ha lasciato Reggio ed è tornata nella sua città natale. Ma sulle sue dichiarazioni, ora, stanno lavorando i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Reggio.
Dell’uomo, così come descritto dalla vittima, si sa che era uno straniero, di colore e che aveva un asciugamano: un telo bianco che teneva annodato sulle spalle. Un particolare che potrebbe essere importante: forse qualcuno sabato, intorno alle 13, ha notato lo stesso uomo passeggiare lungo il parco del Crostolo o uscire dallo stesso e percorrere le strade nei pressi di Rivalta.
L’appello alla cittadinanza arriva anche dalla procura, dove il caso è arrivato sul tavolo del magistrato di turno, la dottoressa Stefania Pigozzi.
Il fascicolo è aperto per rapina e violenza sessuale. Ma anche dal palazzo di giustizia parte un invito: se qualcuno ha notizie utili, se ha notato una persona così come quella descritta dalla ragazza aggirarsi lungo il parco del Crostolo o nelle immediate vicinanze il giorno della violenza, è pregata di rivolgersi alle forze dell’ordine.
Ogni dettaglio, ogni testimonianza, infatti, potrebbe rivelarsi utile per riuscire a fare piena luce sull’episodio e per riuscire a dare un volto e un nome all’aggressore.
Erano circa le 13, sabato, quando la giovane ha fatto il terribile incontro. Veneta, turista nella nostra città per seguire a piedi uno dei tanti percorsi ciclo-pedonali che tanto sono rinomati tra gli appassionati, ha raccontato di essersi accorta a un certo punto di essere pedinata da un uomo di colore. Quando questo le sarebbe piombato addosso si trovava nella zona meno frequentata del tragitto: ad almeno due chilometri e mezzo dal cuore del parco delle caprette e ormai a Rivaltella, vicina in linea d’aria allo stabilimento Ferrarini.
Il malvivente l’avrebbe minacciata dicendolo di avere un coltello, senza però mai mostrarglielo. E’ scattata la rapina. La giovane, impietrita di fronte a quello sbotto di violenza, ha raccontato che alla rapina è seguita la brutale violenza sessuale.
Quando è stata soccorsa era sola e sotto shock. Due ciclisti in transito l’hanno notata piangere. Comprendendo la gravità della situazione, le hanno offerto il loro aiuto, l’hanno accompagnata sino a via della Repubblica a Rivalta e hanno chiamato i carabinieri.
A loro, poi, la ragazza ha raccontato della violenza subita. Trasportata in ospedale, già sabato era stata sottoposto agli accertamenti previsto dal protocollo in caso di stupri. Quindi, la denuncia formale della violenza subita. E il doloroso ritorno a casa.
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