Tutino: «Non è obbligatorio stare insieme»
L’assessore comunale sull’ipotesi di uscita: «Abbiamo le condizioni per tornare al servizio provinciale»
REGGIO EMILIA. «Non è obbligatorio fare un’azienda insieme. Noi abbiamo le condizioni per tornare ad un servizio di dimensioni provinciale». Non vuole arrivare alla rottura. Ma la minaccia di uscire da Seta sembra ogni giorno più evidente. E, nel pieno della bufera, l’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino, prova a mettere in fila le priorità del trasporto pubblico reggiano.
Assessore, ormai è guerra aperta. Davvero si potrebbe uscire da Seta?
«Bisogna allineare la qualità dei tre bacini, facendo i dovuti investimenti e lavorando insieme. Se si insiste nel dire che Reggio è in perdita, se si attaccano le nostre partecipate, se ci chiedono solo sacrifici, allora vale la pena di mettere in discussione l’esistenza di questa società. Ma la nostra non è una battaglia contro Modena o contro Odorici».
Sembrerebbe il contrario. Ma allora perchè queste polemiche?
«Noi chiediamo di non essere messi in secondo piano e auspichiamo che possa esserci un rilancio in termini di qualità. I dati di Seta sono positivi perché il nostro bacino in 3 anni ha fatto una cura da cavallo: sono stati ridotti del 20% i chilometri, ridotte le risorse per la manutenzione, contenute al minimo le assunzioni. Questo ha fatto sì che da un lato peggiorasse la qualità complessiva del servizio e dall’altro si risanassero i conti dell’azienda. I tagli li abbiamo già subiti».
Però Reggio ha Til...
«Non capisco questo accanimento verso Til. È un’azienda che funziona, gestisce servizi che non vanno in concorrenza diretta con Seta. Non è un ostacolo. Potrei capire la richiesta di togliere quote di sub-affidamento se avvenisse lo stesso per tutti i sub-affidamenti. Ma così non è».
Non crede sia un rischio continuare a difendere Til?
«Il punto è che Til non si deve considerare determinante rispetto alle politiche industriali di Seta. C’è disponibilità a ragionare su come si inserisce nei sistemi di trasporto regionali. Ma, sinceramente, non ci sto a sacrificare ciò che di meglio abbiamo a Reggio per assecondare non si capisce quale disegno».
E sulle tariffe? Cederete agli aumenti?
«Si possono valutare eventuali aumenti tariffari solo con un chiaro progetto di miglioramento del servizio nel nostro bacino. La discussione non può essere slegata: chiediamo ai cittadini un aumento e poi li facciamo viaggiare su autobus sovraffollati, senza sicurezza, che vanno a fuoco. Sono richieste pragmatiche. Non c'è niente di politico nelle nostre proposte». (e.spa.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
