Il Comune investe risorse sulle 263 case popolari
Correggio, il sindaco: «Tante richieste, interventi per aumentare le abitazioni» Il 70% delle domande arriva dagli italiani, il 30% dagli stranieri, due gli sfratti
CORREGGIO. Un patrimonio immobiliare molto importante, con oltre 260 alloggi di proprietà del Comune, su cui verranno investite risorse per aumentare la possibilità di risposta a chi ne fa richiesta.
Questa la volontà dell’amministrazione comunale per quanto riguarda le case popolari, richieste per la maggior parte da cittadini italiani e per un rimanente 30% dagli stranieri.
«Siamo il secondo Comune in provincia, dopo Reggio, che ha più proprietà immobiliari messe a disposizione – commenta il sindaco Ilenia Malavasi – . Gli alloggi gestiti tramite Acer sono 263, cui si aggiungono nella gestione 99 garage. Ad oggi, di queste proprietà, abbiamo 31 alloggi vuoti, di cui una decina sono pronti per essere consegnati perché sono conclusi i lavori di ripristino. Un’altra ventina sono invece da ripristinare, e su questi si è concentrata la nostra attenzione: in uno degli ultimi consigli abbiamo approvato il rinnovo della convenzione con Acer e abbiamo condiviso di investire un po’ di risorse per effettuare interventi negli appartamenti. Dei venti alloggi che non sono utilizzabili, ne dovremmo così rimettere a posto quindici, per un investimento di circa 130mila euro. In tal modo, portando a termine i lavori anche in queste unità abitativa che non necessitano di moltissime opere, riusciremo a dare una buona risposta ad un’altra fetta di cittadini. Finora, in quest’anno, abbiamo monitorato alloggio per alloggio i rapporti contrattuali e le morosità presenti, cioè i ritardi nei pagamenti. Questo, ricordando che le soluzioni degli alloggi popolari devono essere una risposta in un momento certamente critico nella vita del cittadino, ma non rappresentano una soluzione perenne. Tutte le misure sociali devono infatti aiutare chi ne beneficia a reintrodursi in un contesto di autonomia».
Gli alloggi su cui il Comune effettua interventi di ripristino superano le dimensioni dei 35 metri quadri e hanno una superficie adatta ad ospitare nuclei familiari con figli, i maggiori richiedenti di questa tipologia abitativa. Contestualmente, sono stati avviati anche interventi di sfratto nei confronti di chi non adempie agli obblighi di pagamento previsti.
«Finora abbiamo proceduto a due sfratti. Ci sono morosità anche abbastanza rilevanti che vanno gestite. Chiaro che il lavoro va svolto assieme agli assistenti sociali perché esistono nuclei familiari anche con minori – prosegue il primo cittadino –. Abbiamo convocato coloro che hanno gli importi più rilevanti e cercato di condividere un percorso di rientro del debito perché, se da un lato è giusto aiutare chi ha bisogno, dall’altro occorre tutelare la collettività da situazioni molto gravi di inadempimento da parte degli inquilini».
Per quanto riguarda la nazionalità di chi fa domanda di alloggi popolari, il 70% dei richiedenti è italiano, il 30 % di origine indiana, pakistana, e marocchina: proporzioni che rispecchiano la presenza delle varie etnie a Correggio. In totale, ad oggi ci sono 112 soggetti in graduatoria, di cui soltanto la metà evidenzia una reale situazione di bisogno.
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