Gazzetta di Reggio

Reggio

Aemilia, Provincia e Comuni parte civile

di Jacopo Della Porta
Aemilia, Provincia e Comuni parte civile

Decisione all’unanimità. Reggio, Brescello, Bibbiano, Montecchio, Gualtieri e Reggiolo si costituiranno anche in proprio

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REGGIO EMILIA. La Provincia di Reggio e alcuni dei Comuni dove l’aggressione mafiosa è più evidente si costituiranno parte civile nei processi scaturiti dall’inchiesta Aemilia, che ha mostrato la profondità del radicamento della cosca della ‘ndrangheta dei Grande Aracri nel nostro territorio. L’assemblea dei sindaci, riunita a Palazzo Allende, ha impegnato all’unanimità il presidente Giammaria Manghi a rappresentare i quarantacinque Comuni reggiani e l’ente provinciale in sede processuale.  

«Questo voto incarna la volontà di rappresentare appieno gli interessi di una comunità che chiede oggi più che mai una risposta adeguata alla propria classe dirigente – ha detto Manghi –. Il costituirsi parte civile in un unico movimento corale è un atto politico e culturale, un muro compatto contro un sistema inaccettabile».  Questa scelta non esclude e non sostituisce analoghe iniziative di tutela giudiziaria promosse da parte di singoli Comuni che dovessero ritenersi più danneggiati, come quella già annunciata dal sindaco di Reggio Luca Vecchi e dai sindaci di Bibbiano, Brescello, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo. La decisione di costituirsi parte civile è arrivata dopo un breve dibattito nel quale hanno preso la parola alcuni sindaci, tra cui quello di Castelnovo Monti Enrico Bini, uno dei primi a denunciare la gravità del fenomeno nel Reggiano. «Saluto con piacere questa novità che sottolinea la volontà di fare quadrato e affrontare compatti la battaglia per ristabilire la legalità – ha detto Bini –. Come sindaci dobbiamo continuare a rapportarci con le forze dell’ordine. Alle istituzioni ribadisco che dobbiamo abbandonare la pratica del massimo ribasso negli appalti e delle partecipate, perché è un sistema che non favorisce le imprese che operano nella legalità».

Tra gli interventi anche quello dell’assessore Giuditta Carpi di Brescello, che si è associata alla richiesta di costituzione di parte civile, sottolineandone l’importanza simbolica. Se i processi porteranno ad eventuali risarcimenti, la Provincia ha deciso che i soldi saranno investiti per sostenere le attività danneggiate dai fenomeni mafiosi. I sindaci hanno inoltre ribadito che continueranno a tenere alta la guardia sul fenomeno, discutendone in tutte le sedi e soprattutto prendendo le decisioni idonee per contrastare le infiltrazioni.

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