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Camorra, dissequestrato il patrimonio di Nocera

di Elisa Pederzoli
Camorra, dissequestrato il patrimonio di Nocera

Fabbrico: il tribunale rigetta la richiesta di confisca per l’imprenditore sospettato di vicinanza ai Casalesi: «È frutto del suo lavoro»

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FABBRICO. Assenza di pericolosità sociale. Patrimonio «non sproporzionato» rispetto al reddito. «Non sproprozionata» nemmeno la somma immessa nel progetto immobiliare di Rodi Garganico. Con queste formule il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso una sentenza di revoca del sequestro preventivo di beni nei confronti dell’imprenditore edile di Fabbrico, Giuseppe Nocera, difeso dall’avvocato Helmut Bartolini.

E’ la clamorosa svolta del procedimento che, tre anni e mezzo fa, sconvolse la Bassa colpendo uno dei suoi costruttori di riferimento: buona parte delle costruzioni residenziali si devono alle sue imprese. E anche l’ex sindaco, ed ex segretario provinciale del Pd, Roberto Ferrari compare tra i suoi clienti. Un dato che, al tempo del sequestro, scatenò non poche polemiche politiche.

E’ la metà di dicembre del 2012, quando scattano le misure di prevenzione. A ordinarle fu Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, a carico di persone ritenute riconducibili al clan dei casalesi. Vengono colpiti beni e società nel Casertano, a Rodi Garganico in Puglia. I carabinieri arrivano anche a Fabbrico e suonano alla porta di Giuseppe Nocera, 55 anni, e di sua moglie. Il sequestro preventivo scatta per appartamenti, garage, auto e quote societarie: dell’Azzurra Immobiliare, Delta Costruzioni, Lor.Al, Media 4 srl, Il Cubo Immobiliare e Media 3 Immobiliare. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli inserisce il nome di Nocera tra altri ritenuti gravitanti nell’orbita dei clan dei Casalesi e del boss Michele Zagaria. Indicandolo come cugino di Raffaele Capalbo, cognato del boss. Parentela che Nocera ha sempre negato.

Ora la decisione dei giudici di Santa Maria Capua Vetere: rigetto della proposta di confisca, revoca del sequestro e dissequestro. I giudici parlano di «progressiva crescita professionale» di Nocera e di una attività lavorativa comprovata da documenti e dal «rilascio delle concessioni edilizie prima e dei permessi a costruire dopo. Ci si trova di fronte a un soggetto giuridico che ha gettato le basi della sua attività economica fin da giovanissimo» scrivono. Evidenziano che il patrimonio immobiliare e mobiliare, quello sequestrato, non sia «sproporzionato rispetto ai redditi e all’attività lavorativa svolta».

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