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Coppie di fatto, boom di cause per i figli a Reggio Emilia

di Elisa Pederzoli
Coppie di fatto, boom di cause per i figli a Reggio Emilia

Si lasciano al pari di quelle sposate e arrivano in tribunale per l’affidamento. Divorzio breve: già oltre 25 richieste in 2 mesi

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REGGIO EMILIA. Oltre 25 istanze per il divorzio breve in meno di due mesi e un numero crescente di coppie di fatto che si lasciano e che si rivolgono al tribunale civile di Reggio per la gestione di affidamento e mantenimento dei figli minori.

La società cambia e con essa le leggi che cercano di normarla. Anche se spesso con troppo ritardo e poche risorse. Gli effetti, tuttavia, si vedono eccome nella mole di lavoro che si accumula sui tavoli dei giudici e negli uffici delle cancellerie.

DIVORZIO BREVE. E’ la presidente della I sezione del tribunale civile di Reggio, Rosaria Savastano, a mantenere la promessa di un puntuale aggiornamento sulle conseguenze della recentissima introduzione del “Divorzio breve”, che riduce da tre anni a 6 mesi (per quelli consensuali) o a 12 (per quelli giudiziali) i tempi dalla separazione al divorzio.

E, come era facile immaginare, è già iniziata quella che si può definire una “corsa” per chiudere prima, ora che si può, il rapporto naufragato con l’ex coniuge. «In due mesi, sono oltre 25 le richieste che sono arrivate. Con l’addentrarsi nell’estate, è ipotizzabile un rallentamento. Ma da settembre è prefigurabile che continueranno a crescere» spiega il magistrato.

I primi sei mesi del 2015 dell’attività del tribunale civile, in fatto di matrimonio al capolinea, contano già 258 separazioni consensuali, 105 giudiziali, 182 divorzi congiunti, 94 contenziosi. Per un totale di 639. Nel 2014, dato annuale, il numero progressivo di pratiche era di 1341, nel 2013 1268, nel 2012 1319, nel 2011 1374, nel 2010 1358. «Il trend è abbastanza costante ma è verosibimile ipotizzare un aumento rispetto all’anno scorso» sottolinea la Savastano. «Per ora - spiega - stiamo riuscendo a rispettare i tempi imposti dalla legge che prevede che l’udienza presidenziale venga convocata nel giro di 90 giorni».

COPPIE DI FATTO. C’è anche un altro dato che spicca tra i numeri del tribunale civile. Riguarda la “volontaria giurisdizione” in materia di procedimenti camerali in materia di famiglia. Tradotto: le pratiche che riguardano la gestione dei figli, in caso di separazioni.

In questo computo ci sono pratiche di affidamento, nonché il mantenimento, di figli di coppie di fatto che si lasciano.

Nel 2012, infatti, è finalmente arrivata la parificazione tra quelli che si chiamavano figli naturali e figli legittimi, tra quelli cioè nati fuori e dentro il matrimonio. Per le coppie di fatto che chiudevano, in precedenza, ogni decisione sui figli spettava al tribunale dei minori, ora alla sezione ordinaria civile. Ecco che da 1 pratica del 2012, l’anno dopo si slitta a 116, poi 186 e in questi primi sei mesi del 2015 sono già 86.

«Che siano coppie sposate o solo di fatto, non cambia niente: il conflitto è lo stesso quando due persone si lasciano. Matrimonio o no, non cambia la mentalità. La nuova legge è intervenuta rispetto a un dato importante: il 40% dei minori, era il 2012, è nato da coppie non sposate. Era la media nazionale. Il nostro obiettivo è fare meglio per i minori, ma spesso ci troviamo a gestire dei conflitti molto difficili» spiega la presidente del tribunale civile.

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