Foto ai ponti di Calatrava? Solo se paghi
Il Comune di Reggio Emilia ha un tariffario per usare le immagini a scopo pubblicitario. Per l’archistar una percentuale
REGGIO EMILIA. I ponti di Calatrava? Sono un vero brand per la città. La dimostrazione? Per poter usufruire dell’immagine a livello pubblicitario o per operazioni di comunicazione bisogna pagare la licenza d’uso al Comune.
È quanto descritto in una recente determinazione dirigenziale, nella quale dall’amministrazione comunale si è dato il via libera ad una società reggiana che chiedeva la possibilità di utilizzare le immagini dei ponti progettati dal grande architetto spagnolo. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.11829134:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/07/24/fotogalleria/i-ponti-di-calatrava-spettacolare-biglietto-da-visita-turistico-di-reggio-emilia-1.11829134]]
Nel documento comunale si legge che «l’obiettivo primario dell’acquisizione dei diritti inerenti l’immagine delle opere dall’architetto spagnolo, nonché di quelli relativi alla documentazione fotografica deriva dalla volontà e dalla necessità dell’amministrazione comunale di tutelare dall’abuso e dall’uso improprio dell’immagine delle opere stesse da parte di enti pubblici e privati per scopi commerciali».
Per poter usufruire di queste immagini, nel 2010 la giunta ha approvato anche un tariffario.
La società reggiana che ne ha fatto richiesta, che offre servizi di consulenza aziendale, ha intenzione di utilizzare la foto come copertina del suo nuovo catalogo. Per questo ha deciso di spendere 550 euro più Iva (pari al 22%). La richiesta di utilizzo è temporanea e in via non esclusiva, e riguarda l'immagine di due ponti. Secondo gli accordi sottoscritti, percentuali dei diritti d’immagine sono riservati allo stesso Calatrava e ai fotografi autori delle immagini.
La spesa per il copyright, in questo caso specifico, ammonta a 268,40 euro. Sulla base degli accordi stabiliti e sottoscritti da entrambe le parti, sempre su questo singolo caso per l’archistar dal Comune hanno impegnato la somma complessiva di 44 euro, «da corrispondere, dietro emissione di debita fattura».
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