«Anche la Regione parte civile»
La proposta arriva da Pd e Roberta Mori, lunedì la discussione
REGGIO EMILIA. Dopo il Comune di Reggio Emilia e la Provincia, ora si parla anche della Regione come possibile parte civile nel processo Aemilia, che in autunno prenderà avvio dopo l’avviso di conclusione indagini per 224 persone recapitato poche settimane fa.
A chiederlo è il Partito Democratico, attraverso un documento che conta tra i primi firmatari la consigliera reggiana Roberta Mori: «richiesta urgente» sul tema, che verrà discussa lunedì in assemblea legislativa.
Già mercoledì l’assemblea dei sindaci reggiani aveva deliberato la costituzione di parte civile della Provincia e si affincheranno a essa alcuni Comuni: quelli che sono stati maggiormente colpiti dall’inchiesta, per la presenza sui loro territorio di molte delle persone indagate.
«L'inchiesta Aemilia- si legge nella richiesta presentata dal Pd e firmata tanto dal capogruppo in Regione Stefano Caliandro quanto dal segretario regionale Paolo Calvano- ha confermato come il fenomeno della malavita organizzata sia presente sul territorio regionale e abbia condizionato pesantemente attività economiche e imprenditoriali, destando un grave allarme sociale».
Una presenza criminale che «ha arrecato ingenti danni d'immagine e concrete perdite patrimoniali per la comunità regionale e i cittadini tutti, per i fenomeni di turbativa del libero mercato e della concorrenza, di evasione contributiva, di condizionamento di appalti pubblici e altro se verranno accertati».
Lunedì, prosegue inoltre la nota, la giunta Bonaccini dirà «se intende costituirsi parte civile nel processo denominato Aemilia e come intende impegnare le eventuali somme ottenute per il risarcimento dei danni».
L’inchiesta, Aemilia ha rivelato il radicamento di una ’ndrangheta emiliana con base prevalentemente a Reggio.
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