Confcooperative, spiragli di crescita
Tiene l’occupazione e nuove assunzioni sono previste dal 12,5% delle imprese. In crisi il settore agroalimentare
REGGIO EMILIA. Sebbene l'elemento dominante sia rappresentato dalla stazionarietà, il sistema imprenditoriale di Confcooperative mostra una tendenza alla crescita, seppure modesta, per i prossimi mesi. «Sono segnali ancora timidi - sottolinea il presidente della centrale cooperativa, Giuseppe Alai - che però riguardano due elementi di particolare importanza».
«Da una parte, infatti, non solo si conferma la stabilità dei livelli occupazionali anche in settori in difficoltà come quello del lavoro e servizi, ma si manifestano anche alcune tendenze all'aumento che valgono, in particolare, per le cooperative sociali, oggi protagoniste di rilevanti investimenti. «Contestualmente vi sono anche migliori tendenze sul fatturato per il comparto del lavoro e servizi, del turismo, cultura e sport, mentre in forte sofferenza resta l'agricoltura».
«Tendenze - osserva Alai - da verificare alla luce di condizioni generali e specifiche che restano sfavorevoli e viziate, perché ancora nessuno ha messo mano, ad esempio, alle gare al massimo ribasso, non si è stroncato il fenomeno del dumping contrattuale, degli appalti che non rispettano le tariffe minime previste dai contratti nazionali, costringendo le cooperative a pesanti sacrifici per la tenuta dei livelli occupazionali nei settori a più alta densità di lavoro e a competere su un mercato falsato da diffusi comportamenti irregolari».
Venendo ai dati dell'ultima congiunturale di Confcooperative, il 20,8% del campione prevede un aumento del fatturato nei prossimi mesi (il dato della prima parte del 2015 era al 12,5%), mentre scende dal 18,7 al 14,5% la quota delle imprese che prevede una diminuzione.
La situazione più critica riguarda l'agroalimentare, dove si dimezza il numero delle imprese che prevedono incrementi (7,6%) e passano dal 23 al 38,4% quelle che, al contrario, prevedono cali. Per quanto riguarda l'occupazione, la prima parte del 2015 ha confermato la buona tenuta delle imprese di Confcooperative, con il 77% delle cooperative che ha mantenuto invariati i livelli occupazionali, il 10,4% che li ha aumentati e un utilizzo di ammortizzatori sociali che ha coinvolto meno di 90 lavoratori su oltre 16.000 e 7 cooperative (su oltre 400) in stato di crisi dichiarato. In prospettiva, nuove assunzioni sono previste dal 12,5% delle imprese, mentre per le altre le previsioni sono in massima parte di stazionarietà. Stazionaria la situazione della liquidità, con difficoltà che comunque continuano ad emergere soprattutto per l'area del lavoro e servizi e la preoccupazione di un aumento del fabbisogno di credito a breve, legato anche a ritardi dei pagamenti sia da parte dei clienti privati che del pubblico.
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