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L’associazione delle vittime e la cgil

«Se danno ragione alla difesa diventa un colpo di Stato»

TORINO. «Se la Corte costituzionale dovesse dare ragione alla difesa sarebbe come un colpo di stato». Lo ha detto Bruno Pesce, dell'Associazione delle vittime dell'amianto Afeva, commentando gli...

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TORINO. «Se la Corte costituzionale dovesse dare ragione alla difesa sarebbe come un colpo di stato». Lo ha detto Bruno Pesce, dell'Associazione delle vittime dell'amianto Afeva, commentando gli sviluppi di ieri al processo Eternit a Torino. «Sarebbe come - ha aggiunto - se i cittadini potessero avere una franchigia sugli omicidi».

«È incomprensibile escludere un processo per omicidio solo perchè ce n’è già stato uno per disastro. Sicuramente si allungano i tempi e la sofferenza dei familiari delle vittime – aggiunge Pesce – ma in attesa della decisione dei giudici costituzionali la Procura potrà inserire 94 casi nuovi di decessi, che riguardano soprattutto cittadini di Casale Monferrato e Rubiera. Ad ogni modo, impedire questo processo è impossibile».

«Anche per oggi la buffonata è finita». Questo il commento di una delle parti civili del processo Eternit bis, un cittadino di Casale Monferrato che ha perduto la moglie («È morta nel 2000 a 43 anni senza avere mai lavorato in fabbrica»). «Adesso – dice – ci vorranno anni soltanto perché possa riprendere l’udienza preliminare. La legge è uguale per tutti, sì, ma per tutti i poveri. Per i signori è diverso».

«Siamo di fronte ad un nuovo stop – afferma Ciro Maiocchi della Cgil, presente all’udienza di ieri a Torino – e non è facile prevedere in quanto tempo la Corte costituzionale prenderà una decisione».

«Anche noi della Cgil, insieme ad Afeva, iniziamo a soffrire della mancanza di risultati, consci che le insidie sono molte, e soprattutto che non si possono attendere tempi biblici – continua Maiocchi –- per questo bisognerà vigilare perché la Corte costituzionale decida al più presto. Crediamo - conclude - che a questo punto sia necessario definire una strategia processuale e sindacale comune, perché rimane fortissimo l'intreccio tra questioni giuridiche e di diritto e azioni sindacali». (f.d.)

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