Dopo lo stupro nuovi cartelli per intervenire più in fretta
REGGIO EMILIA. La violenza sessuale denunciata la settimana scorsa da una giovane veneta di 24 anni, ha messo in luce ancora una volta un problema non di poco conto per le forze dell’ordine. L’aggress...
REGGIO EMILIA. La violenza sessuale denunciata la settimana scorsa da una giovane veneta di 24 anni, ha messo in luce ancora una volta un problema non di poco conto per le forze dell’ordine. L’aggressione è avvenuta lungo il percorso del parco della Capretto, verso Rivaltella. Una zona frequentata da migliaia di persone ogni giorno ma che manca di riferimenti chiari quando si tratta di far intervenire polizia, vigili o carabinieri. Per questo motivo la questura sta affrontando il problema con l’amministrazione comunale. L’idea è quella di mettere dei cartelli su tutto il percorso che indichino la distanza chilometrica dall’inizio alla fine. Un sistema già utilizzato nelle autostrade e che permetterebbe a chi invia la chiamata d’aiuto di poter offrire un riferimento preciso e al pronto intervento di arrivare in maniera puntuale e in tempi brevi senza far girare alla cieca e per dei minuti le pattuglie. Per la nuova segnaletica è stata contattata l’assessore alla pubblica sicurezza, Natalia Maramotti.
Visto il grave precedente avvenuto nei giorni scorsi, anche la questura sta tenendo monitorata la zona del parco, con pattuglie che presidiano gli accessi e l’identificazione dei sospetti. La denuncia dello stupro ha fatto attivare infatti le indagini del caso: gli investigatori - le indagini sono affidate ai carabinieri - stanno cercando il presunto autore dello stupro, indicato dalla vittima come persone di colore che l’aveva seguita e poi violentata in una zona appartata del parco pubblico. (e.l.t.)
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