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La piazza si trasforma nel far west Maxi rissa tra stranieri, nove arresti

di Andrea Vaccari
La piazza si trasforma nel far west Maxi rissa tra stranieri, nove arresti

Sant’Ilario: venerdì sera la furiosa “resa dei conti” tra un gruppo di pakistani residenti in paese e indiani provenienti da Parma, a causa di uno sgarbo per una donna. Ora hanno l’obbligo di dimora

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SANT'ILARIO. Si è conclusa con nove arresti da parte dei carabinieri la maxi rissa che si è scatenata venerdì sera a Sant’Ilario, e che ha visto coinvolti due gruppi di persone pronte a darsele di santa ragione, senza l’esclusione di pericolosi oggetti contundenti utilizzati con l’intento di fare male agli “avversari”.

Teatro di questa lite violenta è stata piazza della Repubblica, a pochi metri in linea d'aria dalla caserma dei carabinieri. Qui, intorno alle 22, due gruppi di indiani e pakistani hanno dato vita – davanti a diversi cittadini impauritii – a una zuffa pazzesca che soltanto l’intervento dei militari ha evitato di far degenerare in qualcosa di più grave. Dalla ricostruzione – ottenuta dai carabinieri e dalle testimonianze dirette e indirette – sembra che i due clan si fossero dati appuntamento. O meglio, che il gruppo di pakistani (residenti a Sant’Ilario, incensurati e con lavori in aziende della zona) sapesse che i rivali (un gruppo di indiani provenienti dalla provincia di Parma) sarebbero arrivati in piazza, probabilmente per chiarire ruggini mai sopite. Sta di fatto che, alla luce di presunti sgarbi reciproci, tra queste persone è iniziato un regolamento di conti senza esclusione di colpi: non solo calci e pugni, infatti, ma anche bottiglie di birra, cinghie e bastoni sono stati utilizzati dai contendenti per avere la meglio.

A così poca distanza dalla caserma, i carabinieri non hanno potuto che sentire il frastuono proveniente dalla piazza e sono arrivati – complice anche qualche chiamata da parte dei cittadini allarmati – nel giro di pochi istanti. Qui hanno dovuto lavorare non poco per sedare la rissa: in mezzo al trambusto, tra l’altro, anche due militari sono rimasti lievemente feriti. Una volta riusciti a calmare gli animi e a disarmare i contendenti, i militari hanno accompagnato in caserma nove contendenti, cinque indiani e quattro pakistani, che hanno continuato ad offendersi e tentato di percuotersi anche una volta immobilizzati. A questo punto, dopo averli fatti medicare (in quanto tutti feriti), i carabinieri hanno proceduto all’identificazione. Ieri mattina gli arrestati sono comparsi in tribunale per la direttissima. Da una parte, gli indiani provenienti da Parma - difesi dall’avvocato Giancarlo Pasquale - si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre i pakistani di Sant’Ilario (tutelati dall’avvocato Maria Teresa Argenide Cavalca) hanno fornito la loro versione dei fatti.

A quanto pare, tra i due gruppi erano da tempo in corso delle ostilità, da ricondurre anche ad aspetti religiosi (in quanto rispettivamente indù e musulmani) e anche probabilmente legati alle donne: secondo i pakistani, infatti, gli indiani avevano più volte offeso le loro mogli. Il giudice Dario De Luca si è riservato la decisione, e nel frattempo ha emesso nei confronti di tutti arrestati un divieto di dimora: i residenti nella provincia di Parma non potranno sconfinare in quella di Reggio e viceversa. In attesa di una nuova udienza, sono stati rimessi tutti in libertà.

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