Puzza lungo la via Emilia, nasce un comitato civico
Rubiera: continua la protesta dei cittadini sulle emissioni nauseanti della ceramica Rondine
RUBIERA. Si trasformerà in un comitato, o almeno questa è l’intenzione, il gruppo di cittadini che si è riunito spontaneamente tramite il gruppo facebook “Sei di Rubiera se…” e che ieri mattina si è radunato davanti alla caserma dei carabinieri di via Togliatti per dire basta ai miasmi provenienti dalla vicina Ceramica Rondine.
I cittadini si sono ritrovati per protestare contro un “odore secco e pungente, che ti secca la gola e si diffonde a qualsiasi ora del giorno e della notte”, come hanno dichiarato quasi all’unisono tutti i partecipanti al presidio di ieri.
“Vengo da via Guareschi, a Bagno e anche lì abbiamo questo problema – spiega Andrés Arévalo, amministratore di condominio – ci siamo imbattuti in questi odori più volte anche di domenica e a tutte le ore del giorno. Da mesi va avanti questo strazio e non se ne può più. Qualcuno deve intervenire per risolvere il problema. Qualcuno deve eliminare questa puzza che arriva dalla zona della ceramica, sulla via Emilia».
Carlo Zarcone, portavoce di questo gruppo di cittadini, fa volantinaggio prima del sit-in di protesta. Sul volantino che distribuisce c’è scritto: «Basta con questa puzza. Dobbiamo respirare». «Ci siamo ritrovati per dire stop a questi miasmi irrespirabili – chiosa Zarcone – non è possibile andare avanti così. Io abito in via Togliatti, si sente una puzza che toglie il fiato. L’assessorato all’ambiente dovrebbe fare qualcosa per cercare di superare questo problema.
L’Arpa ha già dichiarato che la sostanza non è nociva. Anche l’eternit però inizialmente sembrava non fare male a nessuno e poi si è visto cosa è successo. Così ci siamo ritrovati, con questo gruppo di cittadini conosciuti tramite facebook su “Sei di Rubiera se…” e in dieci giorni abbiamo organizzato questo presidio. Ed ora c’è la possibilità che nasca un comitato. Noi non ci arrendiamo».
A sostenere la battaglia contro i miasmi c’è anche Luisa Sala, ambientalista di Fontana. «Non è possibile che nessuno riesca a fare nulla – attacca Sala – E dire che il principio di precauzione, varato in sede europea, imporrebbe che anche quando c’è solo il minimo dubbio sulla possibilità che qualcosa abbia conseguenze sulla salute, bisogna intervenire». Intanto, sono arrivati i “nasi elettronici” per monitorare gli odori fastidiosi alla periferia di Rubiera, generati dallo stabilimento della storica ceramica.
I due “nasi elettronici”, uno all’esterno della sede della polizia municipale e uno in un’abitazione privata, rimarranno in funzione per un periodo definito e sono in grado di riconoscere gli “odori” provenienti dalla ceramica e valutare gli effetti all’esterno, grazie a un’apparecchiatura per che permette di valutare anche la direzione e l’intensità del vento.
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