Ex Majorca, venduti i macchinari Ora all’asta i marchi dell’azienda
Scandiano: dopo la cessione dell’ingente quantitativo di piastrelle in magazzino (620 mila euro) è toccato agli impianti (380 mila). Gli operai attendono ancora il saldo degli ultimi stipendi e il Tfs
SCANDIANO. Prosegue a grandi passi la liquidazione della ceramica Majorca di Scandiano dopo il fallimento. In due tappe distinte si sono svolte le aste per la vendita da un lato del “magazzino” – che contava su un elevato numero di mattonelle prodotte prima della chiusura dell’attività del maggio 2014 – e dall’altro quello per le attrezzature e i macchinari usati nella realizzazione delle piastrelle.
Il “magazzino”, con le centinaia di migliaia di metri quadrati prodotti negli ultimi mesi della Majorca, è stato venduto a giugno a 620mila euro complessivi ad una ceramica di Casalgrande, che ora potrà disporre del materiale per la vendita o per utilizzarlo in altre lavorazioni. Il 17 luglio, invece, l’asta riguardava tutta l’impiantistica ceramica ancora presente negli ex stabilimenti, dalle linee alle strumentazioni. Il prezzo di partenza era appena inferiore ai 300mila euro, e il blocco è stato acquistato a 380mila euro totali.
Per procedere definitivamente alla liquidazione dei beni della Majorca, manca solo la vendita dei marchi ceramici posseduti dall’azienda, tutti nomi storici ancora ben spendibili sul mercato. Non mancano gli acquirenti, anzi. La curatrice fallimentare aveva quasi concluso per la cessione quando la trattativa è stata bloccata per l’inserimento di un altro possibile compratore, che avrebbe presentato un’offerta più corposa economicamente. Nei prossimi mesi anche questa questione dovrebbe districarsi definitivamente.
I capannoni di Bosco, sede della ceramica e teatro nel giugno 2014 del presidio dei dipendenti, sono tornati nella disponibilità del proprietario, che li ha nuovamente affittati ad una ditta che si occupa di commercializzazione, sempre di prodotti ceramici.
Con queste cessioni - che dovrebbero portare casse nell’azienda in liquidazione, riprendono vita anche le speranza dei quasi 80 ex lavoratori della Majorca, in gran parte in mobilità dopo aver firmato il licenziamento entro la fine del 2014 - per poter usufruire dei vecchi tempi garantiti dall’ammortizzatore sociale.
Nel 2015 è entrata in vigore la riforma del settore, che ha accorciato i mesi a disposizione per la mobilità. Alle donne e agli uomini della Majorca mancano ancora le ultime tre mensilità “normali” e la restituzione del Tfr, che dovranno essere saldati dal fondo di garanzia dell’Inps.
E i soldi ricavati dalle ultime aste di liquidazione? In questo caso si dovranno attendere calcoli dettagliati, perché vi sono imposte arretrate da pagare e diversi creditori, fra cui l’Inps stessa, da liquidare. Qualcosa dovrebbe arrivare anche alle maestranze, ma a oggi è praticamente impossibile quantificare questa cifra.
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