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Reggio Emilia, aumentano i controlli al quartiere Gardenia

Reggio Emilia, aumentano i controlli al quartiere Gardenia

Incontro tra Comune e comitato di residenti. Fra gli interventi anche una nuova zona 30

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REGGIO EMILIA. Più controlli da parte della municipale, interventi per ridurre la velocità delle auto e migliorare la viabilità, tra cui l’introduzione di una zona 30, e potenziamento dell’illuminazione pubblica. Sono alcuni impegni che il sindaco, Luca Vecchi, e l’assessore alla Sicurezza, Natalia Maramotti, hanno preso con i residenti del comitato Gardenia nel corso di un incontro che si è svolto mercoledì e che ha portato alla firma di un “contratto di quartiere”, così come avvenuto in altre zone cittadine, come la stazione.

Nel documento, che resterà in vigore fino alla fine dell’anno e che prevede due incontri pubblici a ottobre e dicembre per monitorare gli esiti di questi impegni, si legge anche che il Comune valuterà la fattibilità di un sistema di videosorveglianza locale per presidiare a distanza alcune aree del quartiere. Il contratto prevede il potenziamento dell’illuminazione in via Dall’Aglio e interventi sulla segnaletica orizzontale e verticale. Per ridurre la velocità delle auto saranno collocati dissuasori e realizzata una zona 30 nel quadrante di riferimento.

Per quanto riguarda il presidio da parte della municipale, che dall’inizio dell’anno è intervenuta nel quartiere 59 volte, è stato annunciato che i servizi di vigilanza saranno aumentati. Tra le attività di controllo previste, in linea con quanto disposto anche dal Comitato per l’ordine e la sicurezza, saranno intensificati gli accertamenti sull’effettiva sussistenza della residenza dei cittadini.

«L’obiettivo - si legge in una nota - è sviluppare politiche per la sicurezza capaci di integrare azioni su molteplici piani: prevenzione sociale, contrasto dell’illegalità e dell’inciviltà, nella logica di un sistema integrato di sicurezza urbana». Per il Comune il tema della sicurezza non si declina soltanto in chiave di ordine pubblico e pertanto nel contratto si fa riferimento allo sviluppo «di un sistema di socialità condivisa e partecipazione dei cittadini in grado di costruire reti di prossimità capaci di rendere più vivo, e quindi più vivibile e sicuro, il quartiere». (j. d. p.)

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