Gazzetta di Reggio

Reggio

Rei in rosso, servono subito 500 mila euro

di Enrico Lorenzo Tidona
Rei in rosso, servono subito 500 mila euro

Perdita da 300 mila euro e nuovo cda. L’azienda per l’innovazione chiede più investimenti ai soci

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REGGIO EMILIA. Senza nuovi finanziamenti Regio Emilia Innovazione rischia di diventare un’anatra zoppa. L’azienda per l’innovazione a partecipazione mista pubblico-privata macina risultati sotto il profilo dell’innovazione ma per compiere il salto di qualità e diventare una vera fucina di talenti ha bisogno di soldi freschi. Dopo anni di chiusure in sostanziale equilibrio, la società presieduta da Aimone Storchi ha licenziato ieri il bilancio 2014, approvato dall’assemblea dei soci con una perdita di 300mila euro. Un rosso generato soprattutto da attività non caratteristiche, come l’impegno per il progetto Expo Milano e l’acquisizione della certificazione per essere riconosciuto quale incubatore per start-up. I progetti in corsi, quindi, camminano sulle proprie gambe, ma per approntare il nuovo piano triennale è necessario un plafond patrimoniale più ricco.

La Rei scarl e la Fondazione Rei non sono certo in pericolo ma il tema delle risorse è centrale, ribadito ieri durante l’assemblea dei soci. «Non è più pensabile gestire un’attività così importante e in crescita senza disporre di personale, competenze e risorse adeguate - ha detto Storchi durante la sua relazione - Fino ad ora si è ricorsi a più riprese alle risorse di Rei scarl ma quel tempo è finito. Lo voglio dire con chiarezza e con parole dirette: sono necessari investimenti da parte dei soci per sostenere le attività di Fondazione Rei».

Storchi ha speso parole di ringraziamento a tutti i partner senza lesinare quando si è trattato di offrire indicazioni precise. Le quote di Rei sono per buona parte in mano alla Camera di Commercio, al Comune e Provincia di Reggio e a Unindustria, insieme a Fondazione Manodori, alle categorie economiche e alcune aziende private. Questi dovranno farsi carico di una ricapitalizzazione da 500mila euro. Sforzo non semplice in un momento di ristrettezze, e che potrebbe portare a un cambio delle percentuali nella compagine sociale. A dare l’apporto maggiore, sotto forma di finanziamenti, è stato finora l’ente camerale. Per ora l’unica cosa certa sono le nuove nomine in cda: Storchi (in quota alla Ccia così come Paolo Bardelli) resta presidente. Il comune di Reggio ha nominato l’avvocato Vanda Giampaoli, Unimore conferma Diego Maria Macrì mentre la Provincia ha speso il nome del noto commercialista Alberto Peroni. Revisore unico è Stefano Beltrami. Per Storchi è necessaria una governance più forte: «Negli organi di governo devono trovare posto i massimi rappresentanti dei principali soci altrimenti Rei non avrà le forze di portare avanti gli obiettivi che le sono dati».

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