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Croce di Ca’ de Caroli rubata, Pagliani sporge denuncia

SCANDIANO. «Nessuno può e potrà permettersi di cancellare la memoria dei civili inermi uccisi dai partigiani a Scandiano nel 1945 e poi gettati nella Fornace di Ca’ de Caroli». È con queste parole...

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SCANDIANO. «Nessuno può e potrà permettersi di cancellare la memoria dei civili inermi uccisi dai partigiani a Scandiano nel 1945 e poi gettati nella Fornace di Ca’ de Caroli».

È con queste parole che Giuseppe Pagliani, capogruppo di “Terre Reggiane-Forza Italia” commenta l’abbattimento e il furto della croce di ferro di Ca’ de Caroli, avvenuto dieci giorni fa. Per quel «gravissimo atto», inoltre, ieri mattina Pagliani ha sporto denuncia ai carabinieri.

«Ancora una volta qualche poco di buono animato dal razzismo ideologico e storico della sinistra locale – afferma Pagliani – ha abbattuto la croce di Ca’ de Caroli, innalzata insieme alla bandiera italiana per ricordare gli scandianesi prelevati e seppelliti in quel luogo dai partigiani nel 1945. Spesso in estate si ripete lo scempio dell’abbattimento della croce, anche se è cementata alla base, ma questa volta è stato più d’uno ad agire. La croce – prosegue – domina la collina della fornace ed è posta in memoria di Riccardo Colli, Nello Ganassi, Pietro Lasagni detto Nanni di 15 anni, Guglielmo Mattioli, Giuseppe Montanari, Riziero Prati, Bice Sacchi, oltre ai coniugi Alfonso Rossi e Matilde Spadoni».

«Il nostro studio – concludono Giuseppe Pagliani, Elena Diacci (capogruppo di Forza Italia) e Luca Tadolini (presidente del Centro Studi Italia) – ha deciso di esporre denuncia e di impegnarsi a riposizionare la croce entro settembre».

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