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Sfratto “fermato” da Aq16 e Adl Cobas

Sfratto “fermato” da Aq16 e Adl Cobas

REGGIO EMILIA. I militanti del centro sociale Aq16 e del sindacato Adl Cobas hanno impedito ieri mattina lo sfratto di una donna di 34 anni, senza lavoro e madre di cinque figli. L’ufficiale...

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REGGIO EMILIA. I militanti del centro sociale Aq16 e del sindacato Adl Cobas hanno impedito ieri mattina lo sfratto di una donna di 34 anni, senza lavoro e madre di cinque figli. L’ufficiale giudiziario e la proprietà, dopo un confronto con la polizia intervenuta sul posto, hanno deciso di rinviare il provvedimento al 6 ottobre. Del caso si è occupato anche Davide Fabbri, del movimento d’estrema destra “Lega Italica”, che ieri mattina di fronte al Comune ha illustrato i contenuti di un esposto presentato in procura a Reggio, sulla base dell’articolo 38 della Costituzione, che prevede che “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale”. I centri sociali e Fabbri vorrebbero che il Comune si occupasse di trovare una sistemazione alla donna, già vittima di violenze da parte dell’ex marito. L’assessore Matteo Sassi ricorda che “due anni fa i servizi sociali hanno proposto alla madre una casa popolare, ma la donna ha deciso di rifiutare l’offerta per andare ad abitare fuori città”. E ha detto di aver fatto questa scelta per motivi di sicurezza legate alle minacce dell’ex marito. Il Comune continuerà a seguire i figli minori della donna. Due bambini sono dal 2007 in una casa famiglia mentre un maggiorenne vive per conto suo. Al momento la madre vive con un adolescente minorenne e un bimbo piccolo. “Anche per l’adolescente siamo disponibili a valutare una comunità d’accoglienza, mentre per il bimbo piccolo il padre ha detto che è pronto ad occuparsene». (j. d. p.)

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