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Allarme Po e clima, la discussione anche alla Camera

Allarme Po e clima, la discussione anche alla Camera

Boretto: l’audizione del presidente dell’Autorità di bacino alla Commissione ambiente presieduta da Ermete Realacci

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BORETTO. «È importante che il Ministero dell’Ambiente adotti in via definitiva la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Affrontare la sfida del clima non solo è necessario, ma è anche una straordinaria occasione per creare lavoro e nuova economia scommettendo sulla green economy» e – vista l’emergenza idrica del Po – è prevista per il prossimo 5 agosto l’audizione da parte della Commissione Ambiente della Camera, del segretario generale dell’Autorità di Bacino del fiume Po, Francesco Puma».

Così Ermete Realacci, presidente della commissione, intende affrontare non solo l’emergenza della siccità determinata dal drammatico calo del Po, ma anche le conseguenze climatiche.

«Il gran caldo e la siccità degli ultimi mesi riducono la portata dei fiumi, prosciugando anche grandi corsi d’acqua come il Po. Secondo coldiretti solo rispetto al bacino padano ci sarebbero già danni per 200 milioni – spiega Realacci – nelle rilevazioni effettuate a luglio il livello del Po è mediamente sceso di un metro e al Ponte della Becca, tradizionale punto di osservazione del grande fiume, il livello ha fatto segnare addirittura -3,32 metri».

Una siccità che «mette in crisi l’agricoltura assieme a tutto il sistema idrico del nord ed è un’ulteriore conferma, semmai ce ne fosse bisogno, dei mutamenti climatici in atto – segnala il presidente della commissione – come testimonia anche il recentissimo «annuario dei dati ambientali di Ispra, il surriscaldamento globale dello scorso anno nel nostro paese ha fatto registrare un aumento della temperatura media (+1,57 gradi) superiore a quello avuto a livello mondiale sulla terraferma (+0,89 gradi), non a caso il 2014 è stato per l’Italia l’anno più caldo dal 1961. Dati che evidenziano – conclude Realacci – l’urgenza di contrastare i mutamenti climatici, riducendo le emissioni di Co2, e di mettere in campo serie politiche di mitigazione e adattamento anche per fronteggiare i sempre più frequente fenomeni climatici estremi, che aggravano le criticità del dissesto idrogeologico».

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