L’impianto elettrico era a norma
Correggio: prime risposte dalla perizia per la morte di Ditra. Marito ancora grave
CORREGGIO. L’impianto elettrico era assolutamente a norma e perfettamente funzionante. Con tanto di salvavita che quando è scoppiato il rogo è saltato. Sono i dettagli che emergono dalla perizia affidata dal pubblico ministero Stefania Pigozzi ai vigili del fuoco per fare chiarezza su cosa accaduto in via del Sarto la notte tra il 20 e il 21 luglio, a Fosdondo. Per capire perchè la casa ha preso fuoco e Ditra Vercesi, 64 anni, è morta.
Sotto accusa resta il condizionatore portatile che faceva fresco nella stanza da letto della donna e che aveva una decina di anni di utilizzo. Ma una perizia sul mezzo è difficile, poichè per il rogo è andato completamente distrutto.
L’appartamento al piano terra resta sotto sequestro. Il magistrato attende ancora che i carabinieri possano parlare con il marito della donna, Natale Vetusti 70 anni. E’ ancora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio. Il fumo respirato ha compromesso le vie respiratorie e le cure continuano. C’è qualche segno di miglioramento, ma non può ancora parlare.
Quello che i carabinieri di Correggio hanno potuto ricostruite, è che l’anziano non era in casa quando è scoppiato l’incendio. A informarlo di quanto accadeva sarebbe stato il sistema di anti-intrusione attivato in casa e che ha fatto partire una chiamata ai telefoni cellulari della famiglia.
Lui sicuramente ha tentato in più modi di portare in salvo la moglie e di spegnere il fuoco, anche usando il tubo dell’acqua che si è piegato impedendo di fatto che l’operazione riuscisse.
Tutto questo ha compromesso le condizioni dell’uomo, che ha respirato molto fumo e alla fine era stato trovato nel fosso sotto shock mentre tentava di chiedere aiuto. Ma per Ditra, purtroppo, non c’era più niente da fare. (el.pe)
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