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Raggirata per portarle via la pensione

Raggirata per portarle via la pensione

Vittima una ottantenne: uno le ha detto che il figlio aveva avuto un incidente, l’altro che con i soldi avrebbe risolto tutto

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REGGIO EMILIA. Uno l'ha chiamata per telefono spacciandosi per un operatore della questura e le ha dato una notizia drammatica: che il figlio aveva avuto un incidente. L'altro l'ha raggiunta a casa poco dopo dicendo di essere un avvocato e che se lei gli avesse dato dei soldi avrebbe risolto la questione dal punto di vista dell'assicurazione senza che il figlio, intanto ferito in ospedale, dovesse passare dei guai. Il risultato è che una donna di oltre ottant'anni non solo è stata presa dal panico temendo le sorti del congiunto,ma è stata truffata e derubata dei soldi della pensione.

E’ l’ennesimo episodio di truffa agli anziani quello registrato in città pochi giorni fa. Dove ancora una volta chi entra in azione non lo fa a caso. Studia, si prepara e ha un copione ben preciso che segue. Approfittando della vulnerabilità di persone sole, anziane e senza difese.

«Chi agisce sa essere molto abile, per questo bisogna stare molto attenti e chiedere aiuto sempre. Non abbiate paura di disturbare, chiamate le forze dell’ordine» è la raccomandazione del vice questore Cesare Capocasa.

I due impostori, infatti, non avevano particolari accenti. Il primo dall’altro capo del telefono ha tenuto l’anziana a lungo in linea, almeno 15 minuti. «Non lo hanno fatto a caso: così lei non ha potuto nel frattempo sentire altri familiari o verificare la cosa con le forze dell’ordine» evidenzia.

Così come anche il complice, giunto a casa della donna subito dopo come del resto il finto agente le aveva comunicato per telefono, si presentava distinto, ben vestito e con la parlata forbita: un 50enne con giacca bianca e pantalone scuro, ha riferito la donna.

L’anziana non ha potuto fare altro che fidarsi. Credere alla storia del figlio ricoverato, dell’incidente, della situazione di emergenza. E sconvolta, sotto shock, ha tirato fuori i soldi della pensione ritarata da pochi giorni e forse anche qualche altra banconota: era così sconvolta che non sa dire esattamente quanto denaro abbia messo nelle mani dell’impostore che le si è presentato davanti e che, in maniera tanto vile, ha approfittato della sua fragilità.

L’anziana si è resa conto dell’accaduto solo quanto l’uomo se ne è andato. A quel punto, ha preso il telefono in mano, ha chiamato l’altro figlio. Ha raccontato. Ha chiesto notizie.

Quando hanno chiamato la polizia, era già troppo tardi perchè in zona ci fosse ancora traccia del sedicente avvocato e la famiglia con la donna non ha potuto fare altro che denunciare.

«Ma la denuncia è importantissima. Senza noi non possiamo fare niente. So che a volte sopraggiunge una sorta di sentimento di vergogna, si preferisce evitare di raccontare, invece l’invito che faccio è a denunciare, a raccontare anche tra anziani affinchè tutti siano messi in guardia» sono le parole di Capocasa. «Bisogna fare rete affinchè questi soggetti non passino. Non fate entrare nessuno in casa, anche se avete un solo minimo dubbio. Telefonate a 113 e 112, chiedete aiuto, segnalate. Solo così, solo facendo rete si possono evitare queste truffe». (el.pe)

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