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Stalking, scarcerato il giovane sotto accusa

di Mauro Grasselli
Stalking, scarcerato il giovane sotto accusa

Campegine: disposti l’obbligo di firma tre volte al giorno e il divieto di avvicinarsi all’ex fidanzata

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CAMPEGINE. Il Tribunale del Riesame di Bologna ieri ha scarcerato il 27enne arrestato un mese fa per stalking nei confronti dell’ex fidanzata. Il ragazzo – un artigiano edile di buona famiglia – ora ha l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria tre volte al giorno, il divieto di avvicinarsi alla ragazza e ai luoghi da lei frequentati (il bar della polisportiva di Campegine, in particolare), oltre al divieto di comunicare con lei. Soddisfatto Carmine Migale, avvocato del giovane di Campegine. «Era dentro dal 3 luglio scorso – spiega – e ha compiuto i 27 anni in carcere. Oggi (ieri per chi legge, ndr) i giudici lo hanno scarcerato, accogliendo la richiesta della difesa. Non ho ancora le motivazioni, ma risultano affievolite le esigenze cautelari nei suoi confronti». L’avvocato Migale ha chiesto che vengano fatti «approfondimenti sull’episodio accaduto il 23 giugno scorso, per verificare se è stata effettivamente usata una mazza da baseball. Dovranno essere sentite ulteriori persone presenti quel giorno»

L’episodio era avvenuto il 23 giugno davanti al bar della polisportiva. Secondo la tesi accusatoria, dopo averla perseguitata per mesi, quel giorno l’aveva aggredita con una mazza da baseball ed era stato arrestato. «Il 14 gennaio 2014 gli ho detto che non potevo più essere la sua ragazza – ha poi detto lei –. Mi ha scritto che voleva tornare con me. Il giorno dopo è passato a 10 messaggi, quello dopo a 200. Lo stesso è successo con le chiamate. Io rispondevo perché volevo che si calmasse, che capisse la situazione, ma lui ha iniziato a minacciarmi. "Quando ti vedo ti butto dell'acido addosso", mi diceva, "voglio vederti su una sedia a rotelle", "ti uccido"».

Molto diversa la versione del 27enne. «Il mio assistito – spiega l'avvocato Migale – ha riferito che non aveva con sé alcuna mazza da baseball, e in effetti non ci sono prove che abbia usato questo arnese. Ha però raccontato di aver usato un ramo, trovato per terra davanti al bar, per difendersi dai tre amici della sua ex fidanzata che, dopo averlo ripetutamente offeso, si sono scagliati contro di lui per picchiarlo». Il 27enne ha detto di essere scappato perché impaurito, e di essere andato al pronto soccorso di Montecchio per farsi medicare le ferite, presentando un certificato con prognosi di 7 giorni. Nei giorni scorsi il gip Antonella Pini Bentivoglio ha scarcerato il giovane disponendo gli arresti domiciliari con l’obbligo di uso del braccialetto elettronico. Ma non essendo disponibile alcun braccialetto, il giovane è rimasto in carcere. Fino a ieri. In quei giorni il legale della ragazza, avvocato Claudio Vincetti, aveva espresso soddisfazione per «la decisione di aggiungere il braccialetto elettronico alla misura degli arresti domiciliari», ma aveva aggiunto: «Temiamo per l'incolumità della ragazza. E’ necessario tenere a distanza l'ex fidanzato».

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