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«Acqua, tradita la volontà dei cittadini»

«Acqua, tradita la volontà dei cittadini»

Cadelbosco Sopra, Giansoldati (Rifondazione) contro i documenti approvati dal Pd

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CADELBOSCO SOPRA. Ai referendum sull’acqua pubblica del giugno 2011 i reggiani hanno votato 250mila volte “Si”. «Tradita la volontà popolare: il servizio idrico deve restare pubblico. Eppure, dopo 4 anni di menzogne, il Pd ha gettato la maschera: durante il consiglio comunale di giovedì 16 il Pd ha votato un odg sull’acqua pubblica, in cui chiede a sindaco e Giunta di “esplorare” nel corso dell’affidamento in house le seguenti possibilità: affidamento in house a condizioni diverse da quelle contenute nel piano presentato da Agenia; gara a doppio oggetto; gara aperta».

«Frase circonvoluta e contraddittoria che parla impropriamente di affidamento “in house” ma, in pratica, cancella il piano studiato e presentato da Agenia, portando così inevitabilmente alla privatizzazione del servizio idrico per i prossimi 25 anni».

A parlare è Pietro Giansoldati, consigliere comunale di Rifondazione Comunista che manifesta «sorpresa e sdegno per un simile comportamento». Secondo Giansoldati «il 5 giugno scorso, la stessa maggioranza ha approvato un odg presentato da Rifondazione in cui si impegnava sindaco e Giunta a procedere spediti e ad operare per arrivare al completamento del processo di ripubblicizzazione del servizio idrico entro fine anno 2015».

E Giansoldati ha aggiunto: «Per chi si oppone, come noi, alla privatizzazione dell’acqua pubblica e per il popolo ignaro di questa scandalosa operazione di tradimento della loro volontà, il Pd ha già elaborato risposte preconfezionate fatte di cifre terroristiche come “rilevare l’acqua da Iren costa troppo”, o di ipotesi fantasiose come “la normativa nazionale non è chiara” oppure ”non vogliamo portare il Comune al fallimento”. E così sindaco Giunta e Pd ignorano lo studio sulla fattibilità del percorso di ripubblicizzazione commissionato ad una società indipendente, Agenia, pagato dai cittadini, il quale afferma che la ripubblicizzazione dell’acqua si può fare, anzi è un buon affare: portare l’acqua sotto controllo pubblico richiede un investimento aggiuntivo di circa 25 milioni di euro per avviare la nuova società pubblica. Tutto il resto sono mutui già in essere ereditati da Agac e Iren, che i cittadini stanno già pagando e che continueranno a pagare con la bolletta. Mai ci stancheremo di ribadire – ha concluso Giansoldati – che l’acqua è un bene essenziale per l’uomo e che non può essere oggetto di speculazione e mercimonio». (m.p.)

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