Grande Guerra, trovati altri caduti
Novellara: lapide con 170 nomi, ma per una recente ricerca le vittime furono 245
NOVELLARA. Da una recente ricerca di Elena Ghidini e Alessia Crestale, pubblicata dal Comune di Novellara, risulta che i morti novellaresi nella prima guerra mondiale ufficialmente riconosciuti sono 75 in più rispetto ai 170 nomi incisi sulla pietra del monumento in piazza Unità d'Italia. Si tratta in gran parte operai e contadini che quella guerra non l’avevano certamente voluta e che, in seguito, sono anche stati dimenticati dalla Patria.
In più, oltre a questi 245, ve ne sono infatti altri non compresi nell’Albo d’Oro del Ministero. All’esterno della chiesa del cimitero, ad esempio, c’è una lapide dedicata a cinque novellaresi “caduti per la Patria 1915-1918”, di cui non si sa nulla di più, forse in seguito a malattie contratte in guerra.
Il monumento ai caduti in piazza Unità d'Italia, opera pregevole dello scultore modenese Giuseppe Grazioli, avvolto in questi giorni da fasci di luce tricolore, è stato inaugurato nel 1925. Nell'occasione fu anche pubblicato un opuscolo con fotografie e brevi note biografiche dei 170 caduti ricordati; ristampato poi nel 1997 dal Comune, con una sostanziale differenza di intenzioni.
Nella presentazione della ristampa, l'allora sindaco Sergio Calzari scrisse: «Compiamo questo gesto corale di affetto e pietà, affinché mai più giovani vite debbano essere spezzate in nome dei falsi miti della violenza e dei conflitti fra i popoli». Nella presentazione dell’opuscolo originale invece i fascisti di allora parlavano di «visione abbagliante dell'eroismo dell'Italica Gioventù Guerriera», di «germe di grandezza gettato dalla Vittoria nel fecondo terreno della nostra stirpe» destinata «agli splendori di una missione imperiale».
Per i fascisti, da poco giunti al potere con la violenza, quella che era stata definita da papa Benedetto XV “l'inutile strage” era invece il “germe di grandezza” che avrebbe generato, pochi anni dopo, l'aggressione all'Abissinia, l’attacco alla Repubblica spagnola e infine la seconda guerra mondiale, con 55 milioni di morti, moltissimi dei quali dimenticati anche nel loro paese.
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