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Ruba chili di rame e li rivende: preso

Ruba chili di rame e li rivende: preso

Ma è già in libertà il 45enne arrestato dai carabinieri che l’hanno sorpreso con le grondaie di un cantiere

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REGGIO EMILIA. Aveva preso di mira un cantiere edile nella zona di Rivalta, il suo obiettivo era il rame delle gronde di quella palazzina in costruzione. Rame che aveva deciso di portar via tutto, mezzo quintale per volta. Ma al secondo giro ha incrociato i carabinieri che lo hanno arrestato. Il ladro di rame, un reggiano di 45 anni, senza alcun precedente penale, è stato già rimesso in libertà. E questo, anche perché, una volta colto sul fatto, oltre ad ammettere le proprie responsabiltà, ha fornito ai carabinieri elementi utili alle indagini in un campo - quello dei furti di rame - che nella nostra provincia costituisce da anni un’autentica piaga. Cimiteri, edifici pubblici e privati, centrali elettriche e impianti ferroviari: quasi nulla viene risparmiato dai predoni dell’oro rosso, al punto che soltanto alcune settimane fa, in Prefettura le forze dell’ordine si sono confrontate sulle contromisure da adottare nei confronti di una vera e propria emergenza. E a chiedere quell’incontro con i responsabili dell’ordine pubblico erano stati nientemeno che i vertici regionali di Trenitalia, per i quali - evidentemente - il danno arrecato da questo stillicidio di furti ha raggiunto livelli intollerabili.

Ma tant’è: ora i carabinieri hanno una pista da seguire, proprio grazie a questo ladruncolo che aveva deciso di svuotare di tutto il rame una casa in costruzione a Rivalta. E questo perché, come ha ammesso lo stesso quarantacinquenne ai carabinieri, lui in quella casa in costruzione c’era passato anche due giorni prima, per asportare un altro mezzo quintale di rame. Che aveva subito venduto: ai carabinieri infatti l’uomo ha mostrato una bolla d’accompagnamento rilasciatagli da un Centro di raccolta metalli che ha la propria sede a Massenzatico e che - sul modello dei “Compro Oro”, molto diffusi in città - raccoglie e acquista metalli, registrando in una anagrafica ad hoc il venditore e rilasciando una sorta di ricevuta in cui sono registrati i chili di rame acquistati e il corrispettivo in denaro con cui questo rame è stato pagato. Nel caso di specie, 160 euro per circa 55 chili di rame, anche se sul documento di vendita viene registrata una quantità superiore, circa 70 chili.

E anche se l’attività del compratore dovesse risultare regolare, è evidente che in quella sorta di anagrafe dei venditori potrebbe celarsi un’autentica miniera, non di oro rosso, ma di spunti investigativi per dare finalmente un volto ad altri “predoni” di questo metallo.

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